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Gli anziani visti dall'Eurispes
(Fonte: Eurispes 2004)
L’Eurispes stima che in Italia la popolazione anziana subirà, rispetto al 2001, un aumento del 48% nel 2026 e del 77,5% nel 2051. In valori assoluti, gli ultrasessantacinquenni passeranno dai poco più di dieci milioni del 2001 ai quasi 15 milioni del 2026 e ai poco meno di 18 milioni del 2051. In altre parole, mentre oggi c’è quasi un anziano su cinque, nell’arco di tre-quattro decenni ci sarà un ultrasessantacinquenne ogni tre abitanti.
In Lombardia, Lazio, Campania, Veneto, Puglia e Sicilia si prevede un aumento di oltre 10mila anziani l’anno. Il caso più importante risulta essere la Lombardia in cui, nell’arco dei prossimi 25 anni, si prevede un aumento di circa 930mila ultrasessantacinquenni, cioè un flusso annuale pari a circa 37mila “nuovi” anziani. In termini relativi nel 2026 i tassi di incremento più elevati e superiori alla media nazionale (1,9%) si registreranno in Sardegna e Trentino Alto Adige (2,7% all’anno); Campania (2,5%); Lombardia, Veneto e Puglia (2,4%); Valle d’Aosta (2,3%) e Lazio (2,2%). Nel 2051 i valori regionali sono più in linea con il dato medio nazionale (0,8%) con delle lievi differenze per quanto riguarda Trentino Alto Adige (1,3%), Campania (1,1%), Veneto (1%), Lombardia, Emilia Romagna ed Abruzzo (0,9%).
Attualmente nel Nord Italia quasi il 10% della popolazione ha più di 75 anni (poco meno nel Sud del Paese) e sappiamo che la disabilità in questa fascia di popolazione raggiunge il 30%.
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