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Conferenza Nazionale Auser - 6/8 Giugno 2007
Chianciano Terme (SI)
DOCUMENTO CONCLUSIVO
CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE AUSER
La Conferenza approva la relazione di Maria Guidotti e le conclusioni di Michele Mangano e le assume come parti integranti di questo documento,con i contributi emersi dal dibattito.
La discussione del documento preparatorio della Conferenza, ha consentito approfondimenti della proposta di invecchiamento attivo e della nostra declinazione del principio di sussidiarietà orizzontale.
Per l’invecchiamento attivo.
Dalla propria proposta associativa, rivolta prioritariamente ma non esclusivamente agli anziani, fatta di socialità, consapevolezza, solidarietà e responsabilità, Auser fa derivare un’esigenza più vasta, una sollecitazione rivolta al sindacato e alle istituzioni per un piano sociale di invecchiamento attivo che affronti, con distinte ma coordinate misure, i temi dell’apprendimento permanente per tutte le età, della flessibilità volontaria della permanenza al lavoro degli anziani, di orientamento all’invecchiamento attivo, di promozione e sostegno del volontariato organizzato degli anziani.
Tale piano che postula una nuova declinazione del concetto stesso di vecchiaia può fornire le basi per un patto intergenerazionale che metta a disposizione la “risorsa anziani” per lo sviluppo civile del Paese e la sua coesione sociale.
La scelta valoriale del volontariato
Centrale deve rimanere in questo piano la caratterizzazione dell’impegno di i.a. come scelta di volontariato, senza alcuna commistione con il lavoro retribuito.
Il dibattito che si è svolto nella preparazione della Conferenza, il nostro contributo alla recente Conferenza Nazionale del Volontariato di Napoli hanno confermato e approfondito i caratteri identitari della nostra idea di volontariato.
In questo chiaro contesto, il rimborso delle spese sostenute dal volontario si conferma come un vero e proprio diritto, condizione di accesso al volontariato anche per i non abbienti, mentre il dovere per l’associazione di regolamentare le modalità dei rimborsi, già previsto dalla legge n. 266/91, si configura come condizione di responsabilizzazione dell’associazione stessa. La regolazione Auser in materia è dunque indispensabile, a partire da un atto di indirizzo nazionale e dalla generalizzazione di delibere regionali. Essa rafforza e rende più credibile la richiesta di una semplificazione degli adempimenti che sia sancita per legge al fine di riconoscere le esigenze di un volontariato strutturato e stabilmente impegnato nel sociale. Va avviata altresì una ricerca istruttoria sui trattamenti in essere dei dipendenti e dei collaboratori Auser.
La nostra declinazione del principio di sussidiarietà orizzontale
La nostra proposta si pone come applicazione esemplare del principio di sussidiarietà orizzontale introdotto dal 4° comma dell’art. 118 del nuovo titolo V della Costituzione. Come criteri di orientamento per le attività di Auser, la Conferenza indica al riguardo le proposizioni sulla sussidiarietà presentate nel recente Convegno di Bologna.
Nella sussidiarietà orizzontale e verticale, Auser coglie due grandi valenze politiche: le potenzialità di sviluppo di una democrazia partecipata, l’innovazione delWelfare e la conseguente qualificazione delle politiche sociali territoriali che si arricchisce degli apporti di qualità delle risorse possedute dai cittadini, integrandole nel sistema pubblico.
Il ruolo di Auser nel dialogo sociale
La lettura congiunta dell’art. 118 e della legge 328 che di poco la precede, fa emergere chiaramente le associazioni come soggetti collettivi della rappresentanza dei cittadini attivi.
Le forme in cui questa rappresentanza si esercita nel dialogo sociale sono connesse alla mission che i cittadini associandosi si danno.
Dallo svolgimento delle sue attività, coerentemente orientate alla rigenerazione delle relazioni interpersonali e comunitarie, Auser trae la consapevolezza del disagio sociale e della necessità del suo contrasto e si legittima come soggetto del dialogo sociale.
Sindacato e associazionismo
Propria del sindacato è la funzione preliminare della contrattazione delle risorse da impegnare e delle priorità da soddisfare.
Auser, a sua volta, è pienamente abilitata a contribuire alla progettazione sociale e all’offerta dei servizi nonché a partecipare alle sedi di programmazione, organizzazione e realizzazione concertata degli interventi.
Questa funzione di partecipazione, deve essere facilitata attraverso il rafforzamento della rappresentanza propria dei Forum (Nazionale e Territoriali) che è legittimata dalla libera scelta dei soggetti che al Forum si associano ed è compatibile con la presenza diretta delle singole associazioni nel dialogo sociale per i settori corrispondenti alle distinte missioni associative.
La verifica dei risultati, del grado di soddisfazione dei bisogni non può non aprirsi alla partecipazione dei cittadini interessati e ciò impone la sperimentazione di nuovi modelli partecipativi e più in generale, un’amministrazione pubblica aperta e non autoreferente.
E’ sulla nuova declinazione della sussidiarietà, legata all’obiettivo di una funzione pubblica meglio esercitata, non meno esercitata, che si può consolidare e attualizzare il sistema valoriale che ci lega al sindacato; in particolare il piano sociale dell’i.a. fornisce il quadro di riferimento ad una forte relazione con lo Spi, nel rispetto reciproco dei distinti compiti e delle relative autonomie e nella consapevolezza che la loro sinergia è una grande opportunità per l’avanzamento del comune progetto politico.
La Conferenza auspica che l’imminente Conferenza di Organizzazione della CGIL e dello SPI sia occasione per un approfondimento e sviluppo di tale sinergia.
Associazionismo e Istituzioni
A partire dalla caratterizzazione sul piano della progettazione, della proposta, del contributo di conoscenza dei bisogni del territorio che possiamo e dobbiamo raccogliere, proponendolo alle istituzioni e prima ancora al sindacato, le nostre attività in convenzione con le istituzioni, che raggiungono dimensioni anche finanziarie rilevanti, dal rapporto annuale di attività, debbono sempre più qualificarsi.
Nello scenario tratteggiato, il progetto di Auser, cresciuta in questi anni in dimensione di attività, coerenza politica, consapevolezza diffusa ed immagine esterna, si deve misurare con l’obiettivo di un forte adeguamento organizzativo.
La definizione e la realizzazione di tale obiettivo condizionano la credibilità della proposta ed il protagonismo politico che con essa vogliamo esercitare.
Il progetto di adeguamento organizzativo
Il documento preparatorio e il tema della Conferenza indicano una strada: più coesione e più rete.
La coesione implica una gestione più condivisa delle risorse, premessa indispensabile di scelte comuni di solidarietà tra territori e tipologie di attività. Tali scelte vanno definite sulla base di precise analisi delle relative difficoltà e portate avanti attraverso progetti mirati.
Più rete chiama specificamente in causa le responsabilità delle strutture, nazionale, regionali, territoriali, nell’assetto statutario tracciato dalla Conferenza di Monopoli.
Nella distinzione delle specifiche funzioni definite dallo Statuto, essedevono costruire i canali strumentali e alimentare i flussi di contenuto che possono dare coesione alle ricchezze e alle diversità con le quali le associazioni affiliate praticano la proposta associativa. La prima condizione per realizzare l’obiettivo è il rafforzamento del ruolo di tutti gli organismi di direzione, migliorandone l’efficienza operativa.
L’autonomia giuridica e operativa delle affiliate è un patrimonio storico da salvaguardare; esse sono la risorsa di base di Auser che va valorizzata e costantemente alimentata.
Ma senza i canali ed i flussi di rete promossi dalle strutture, questa autonomia resta privata delle opportunità e delle ricchezze che possono derivare dalla disponibilità concreta e generalizzata del nostro patrimonio collettivo di valori, di competenze e di esperienze sul campo.
Realizzare tali obiettivi richiede scelte forti, chiare, impegnative e vincolanti.
Il ruolo strategico delle strutture territoriali
La Conferenza individua nel rafforzamento della direzione politica territoriale la scelta strategica in grado di far avanzare la costruzione della rete. E' una scelta che deve naturalmente fare i conti con gli elementi di accentuata diversificazione della nostra presenza organizzata nelle varie parti del paese.
Non pensiamo pertanto a velleitarie omologazioni. Ma l’esigenza del rafforzamento della direzione politica territoriale va ovunque raccolta e fatta avanzare nei tempi e nei modi imposti dalle accennate diversità.
Le strutture di territorio, articolazioni sub regionali di Auser, sono i soggetti strategici per la costruzione della rete dei legami associativi.
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La struttura territoriale per crescere nelle comunità, costituendo nuovi circoli. Ciò impone la pianificazione dello sviluppo del proprio territorio attraverso precisi e distinti progetti volti alla creazione di nuove associazioni affiliate, l’accrescimento delle risorse economiche, lo sviluppo e la diversificazione delle attività, il reperimento delle sedi e l’adeguamento della strumentazione organizzativa, con verifiche periodiche della realizzazione degli obiettivi.
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La struttura territoriale come scelta organizzativa coerente con la dimensione territoriale della programmazione sociale e sanitaria, distretto e zona.
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La struttura territoriale per promuovere il protagonismo Auser nella progettazione ed il suo contributo alla programmazione ed alla concertazione sociale. La dimensione territoriale è quella che facilita l’interlocuzione con il sindacato, proiettato sul territorio attraverso la contrattazione sociale (Spi) e la contrattazione territoriale (Cgil).
Tali compiti impongono un forte investimento formativo verso i dirigenti delle strutture territoriali; le presidenze in particolare vanno sostenute rafforzandole loro competenze per la guida, la rappresentanza, il coordinamento, il supporto delle associazioni, dei volontari e dei soci, delle attività nel territorio. A proposito di tutti gli incarichi di direzione, delle strutture come delle affiliate, va aperta una riflessione sul rinnovamento dei gruppi dirigenti, che affronti anche il tema della durata dei mandati e dei ricambi.
All’obiettivo di rafforzamento delle strutture territoriali, si rapportano i temi proposti dal documento preparatorio, nei capitoli successivi a quello intitolato “Più coesione e più rete” che la Conferenza fa propri.
Affrontarli, vuol dire, in premessa, assumere tra i gruppi dirigenti una consapevolezza di orientamento culturale sui temi dell’organizzazione e della sua efficienza.
Il piano di lavoro
In relazione alle scelte politiche proposte, la Conferenza impegna tutte le strutture e le affiliate ad un piano di lavoro da verificare nei suoi avanzamenti al prossimo Congresso, articolato in 10 progetti per il rafforzamento della rete Auser:
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riassetto e rafforzamento organizzativo del Centro Nazionale e dei coordinamenti delle aree tematiche al centro e nei territori;
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costruzione della rete delle Buone Pratiche: per la circolazione e la messa a disposizione del nostro mondo associativo delle esperienze e delle diversità che lo caratterizzano;
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completamento e manutenzione delle banche dati del Filo d’Argento e della relativa reportistica al fine di rafforzare il nostro ruolo in tutte le sedi di progettazione e programmazione degli interventi;
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sviluppo politico e organizzativo delle Università e di tutte le attività culturali ed artistico-espressive. L’EDA, elemento strategico del piano sociale di i.a. va promosso, secondo le linee del recente Convegno “Se non sai, non sei” e del documento congiunto Cgil-Spi-Sindacato della conoscenza-Auser in corso di pubblicazione. Sul piano nazionale, il Sindacato deve rivendicare un’apposita legislazione di sostegno e già da ora la contrattazione sociale dello Spi deve porre come elemento rivendicativo qualificante l’impegno coordinato degli Enti locali e dei Centri territoriali del Ministero P.I. per lo sviluppo delle attività di apprendimento non formale svolte dalle associazioni, che sono essenziali per il coinvolgimento della cosiddetta domanda debole.
Sul piano organizzativo, vanno ricercate definizioni che valorizzino, anche in termini di visibilità e di immagine, l’EDA-AUSER e promossi progetti mirati per l’integrazione tra EDA, attività di socializzazione, di aiuto alle persone, di volontariato civico di Auser.
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rilancio del coordinamento tematico del Turismo;
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redazione regolare e periodica del Bilancio Sociale Nazionale come scelta di trasparenza nei rapporti con la comunità e le istituzioni;
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costruzione delle anagrafi territoriali, regionali e nazionale dei soci Auser, come forte elemento di conoscenza del nostro patrimonio di risorse umane e fonte primaria per le raccolte fondi e donazioni;
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impostazione comune delle campagne di raccolta fondi e donazioni: certificazione delle associazioni da parte dell’Istituto della Donazione e rendicontazione omogenea sulla base del Codice Etico Europeo. Rilancio della giornata nazionale di raccolta fondi;
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indispensabile costruzione ed applicazione di modelli contabili omogenei per arrivare ad un aggregato complessivo dei bilanci, dalle affiliate ai territori, ai regionali ed al nazionale;
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completamento del processo di adeguamento agli Statuti approvati a Monopoli da parte delle affiliate e delle strutture, per armonizzare i precedenti assetti alle attività svolte e ai requisiti necessari.
Fare rete nel III Settore
L’obiettivo della rete è fondamentale non solo per Auser: esso investe, con urgenza forse maggiore, il sistema delle relazioni di tutti i soggetti del III Settore. La scelta giusta della costruzione del Forum Nazionale del III Settore, su cui Auser è storicamente impegnata ed oggi coinvolta a livello di elevata responsabilità, passa per il suo radicamento territoriale diffuso, attraverso lo sviluppo della rete dei Forum regionali e territoriali.
Sono questi che legittimano il ruolo di rappresentanza del Forum nazionale, che ne fanno espressione costante e vitale dei mondi associativi, che danno autorevolezza ad un protagonismo che risulterebbe, in caso contrario, riconosciuto solo dall'interlocutore istituzionale e quindi allo stesso subordinato.
La Conferenza conferma, infine, l’impegno di tutta la realtà associativa Auser nei CSV, ribadendone il carattere di servizio al volontariato, escludendone ogni tentazione di rappresentanza.
La Conferenza condivide a tale proposito il documento del C.D. Nazionale di Auser per la Conferenza di CSV Net e sostiene lo sforzo dei propri dirigenti e soci presenti nei CSV e in CSV Net per la qualificazione della rete dei CSV.
La Fondazione Sud, frutto delle battaglie contro la revisione unilaterale dell’art. 15/266, pone una sfida difficile ma esaltante in territori caratterizzati storicamente dalla contraddizione tra scarsa regolazione sociale e disagi gravi che ne richiederebbero invece una forte funzione.
Anche a questo proposito, torna l’obiettivo della rete interassociativa per mettere assieme le diverse esperienze e vocazioni, per interventi di qualità che raccordino l’obiettivo della crescita del III Settore, a esperienze esemplari di risposta ai bisogni dei territori.
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