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PRIMO RAPPORTO NAZIONALE SULLE ATTIVITA' AUSER

INTRODUZIONE

Il Bilancio Sociale dell'Auser è il frutto di una esperienza che l'associazione ha compiuto lavorando su se stessa. L'indagine non è stata affidata ad esperti "esterni", ma autogestita e partecipata all'interno, perché si voleva che essa fosse un momento di crescita e conoscenza di se stessi. Al censimento ha aderito il 95% dell'intera realtà associativa (la quasi totalità). Gli iscritti impegnati nella veste di rilevatori sono stati circa 150 e gli intervistati sono stati 1100. Una vera e propria mobilitazione dell'organizzazione Auser che ha mostrato di prendere molto sul serio l'obiettivo di "guardarsi dentro" e "attorno", con rigore e serietà. La rilevazione del questionario è stata interamente svolta, da non professionisti, per scelta voluta dall'associazione: gruppi di rilevatori che le strutture regionali hanno individuato, a vari livelli, tra gli iscritti all'associazione e che sono stati formati per l'occasione. La rilevazione è stata realizzata "faccia a faccia". Ogni rilevatore cioè è andato a "trovare" le persone depositarie dei dati che servivano, ossia i responsabili delle organizzazioni operative sul territorio, e insieme hanno compilato il questionario.
La predisposizione del questionario, l'elaborazione e il commento dei dati è stata affidata all'associazione - Servizi Nuovi- che da diverso tempo collabora assiduamente alle attività dell'Auser.

Il bilancio economico e il bilancio sociale

Nel caso di una associazione di volontariato e di promozione sociale com'è Auser, il "normale" bilancio economico non consente di rendere l'essenza delle attività svolte. In un bilancio economico trovano posto soltanto i fenomeni che possono essere tradotti in grandezze monetarie, mentre l'"economia" di Auser è fondamentalmente non monetaria. E' proprio l'attività caratteristica dell'organizzazione, nella quale si esprime compiutamente la sua missione: le attività di volontariato, di socializzazione, di educazione degli adulti.

COSA E' L'AUSER, CHE COSA FA

L'Auser è una associazione di uomini e donne, persone che si uniscono per perseguire un obiettivo strategico e condiviso: contribuire a "fertilizzare" la vita delle comunità costruendo reti di rapporti, venendo incontro ai bisogni espressi dai singoli e dalla collettività.
Al centro stanno le persone e le loro relazioni, mai separate le une dalle altre, persone consapevoli che "nessun uomo è un'isola" (neppure quando si ritenga tale).
Complessivamente si può dire che Auser persegue definiti obiettivi di "sviluppo umano". Lavora affinchè ognuno possa dare e trovare aiuto, incontrare gli altri, arricchire le proprie competenze, contribuire alla crescita della comunità in cui vive. E tutto questo definisce anche il suo modo di operare che è sempre quello di intrecciare rapporti tra individui che partecipano di un comune "mondo vitale".
Una realtà nella quale le attività si integrano e le generazioni dialogano.
L'Auser è una associazione di volontariato e di promozione sociale di grande dimensioni e presente su tutto il territorio nazionale: 1100 organizzazioni di base (Ula, unità locali associative), oltre 200.000 iscritti, 28.000 dei quali impegnati come volontari per una media di 4 ore settimanali a testa, le cui iniziative hanno riguardato, oltre agli iscritti, almeno 270.000 persone. Questa in estrema sintesi l'immagine che emerge dalla rilevazione compiuta, con riferimento all'anno 2001. L'Auser è un'organizzazione a rete, fatta di tante realtà autonome ed integrate sulla base di valori condivisi. Le 1100 unità di base dell'Auser costituiscono ognuna un'organizzazione autonoma, radicata nel territorio, costruita dal "basso". Ogni unità di base conta in media 166 iscritti. Si conoscono per nome, discutono, si confrontano; sono protagonisti di un coinvolgimento autentico.
La distinzione principale delle attività dell'Auser è quella tra: attività di volontariato, di promozione sociale e di educazione degli adulti. Tre grandi aree tematiche che danno corpo alle parole d'ordine: cittadinanza attiva, solidarietà, coesione, "vita buona".

Le attività di volontariato comprendono:

  • Filo d'argento
  • un servizio di ascolto telefonico. E' formato da tante postazioni telefoniche che chiunque può chiamare per sottoporre un proprio problema, ricavandone conforto e un aiuto concreto. Il Filo d'Argento è anche un osservatorio privilegiato della realtà sociale.
  • Servizi alla persona
  • (compagnia, accompagnamento, consegna pasti a domicilio,ecc). Vere e proprie "relazioni di aiuto", continuative, stabilite stando faccia a faccia con gli interessati. Si risolvono i problemi pratici, ma lontani dalla logica "efficentistica", la relazione fra persone è sempre in primo piano.
  • Servizi alla comunità
  • (cura di patrimoni culturali e del verde pubblico, iniziative di animazione e simili). Una sorta di "manifesto" della cittadinanza attiva. Rappresentano al meglio il concetto di "anziani una risorsa per la società". I volontari impegnati in questo ambito si prendono cura di uno spazio urbano, grande o piccolo che sia, in varie forme, cercano di renderlo più decoroso, agibile, fruibile. E' il settore nel quale più intensamente si intrecciano rapporti "pubblici" con i cittadini, le amministrazioni locali, le istituzioni, ecc.
  • Solidarietà internazionale
  • (invio di aiuti, adozioni a distanza, ospitalità profughi). Testimoniano che la solidarietà non conosce confini.

Le attività di promozione sociale targate Auser sono nate all'interno dell'ampio e variegato mondo degli spazi ricreativi ideati per dare risposta ai bisogni di incontro e svago delle persone di tutte le età. Le iniziative di socializzazione Auser vedono un deciso protagonismo degli anziani, qualità dei programmi e una grande apertura a nuove platee e soggetti. Sono organizzate nei "circoli" e comprendono:

  • divertimento, ristoro, tempo libero.
  • Portano avanti la tradizione dei "centri anziani" (cene sociali, feste, giochi, tornei, ecc.)
  • opportunità di coltivare interessi e soddisfare la creatività
  • (corsi, laboratori, attività artistiche, recite, spettacoli, ecc.)
  • cura del corpo e benessere fisico
  • (attività sportive e ginnastica). Queste attività raccolgono la tendenza a una maggiore cura del proprio corpo e del proprio aspetto, e facendone occasione per "stare insieme";
  • gite e soggiorni turistici,
  • cercano di rivisitare in termini di relazioni significative, quello che è uno dei maggiori business del nostro tempo.

Infine ci sono le attività di educazione degli adulti , organizzate nelle forme delle "università popolari" o della "terza età". Non tanto la cultura "alta" fine a se stessa, quanto quella che fa corpo con le relazioni sociali e le esperienze di vita degli individui.

I DATI

Gli iscritti Auser: più donne, più adulti e giovani

200.000 iscritti circa. Ci sono più donne che uomini e più adulti e giovani del previsto: circa un terzo. Le donne iscritte all'Auser superano gli uomini di 12 punti percentuali, con una differenza molto maggiore dell'analogo divario fatto registrare dalla popolazione italiana, pari soltanto al 2,8%. La maggior presenza di donne riguarda tutte le classi di età, con una concentrazione particolarmente elevata in quella 60-74 anni. A parte il caso dell'Emilia Romagna dove si registra una assoluta parità, le regioni più "maschiliste" sono l'Umbria, la Basilicata e la Calabria, mentre il tasso di femminilità è maggiore soprattutto in Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli, Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna, con la Sicilia che si attesta su un valore di poco superiore alla media nazionale.

Le donne – più longeve degli uomini- vivono situazioni di solitudine particolarmente frequenti, spesso unite a un'accentuata fragilità economica e a non meno gravi problemi relazionali. L'associazione offre loro un punto di riferimento.

Tante donne iscritte non corrispondono però a tante donne dirigenti: la strada della parità è ancora lunga. Le donne dirigono 310 sedi su un totale di 1100, vale a dire un modesto 28%.Per la maggior parte le sedi dirette da donne si trovano al Centro, seguita dal Sud e dal Nord.

Un secondo dato molto interessante che emerge da questo Bilancio Sociale è che il 33% degli iscritti di Auser ha meno di 60 anni. Per un terzo Auser è un'organizzazione formata da giovani e da adulti; la "intergenerazionalità" è una realtà. L'Auser sta quindi cambiando pelle: non più un'associazione di "anziani per gli anziani" ma sempre più un'associazione di cittadini attivi, nella quale gli anziani continuano ad avere un posto di primo piano e che possono relazionarsi con altri che anziani ancora non sono.

Gli iscritti sono concentrati al Nord (67,8%), contro il 21% del Centro e l'11% del Sud e delle Isole.

I volontari Auser: un "capitale umano" di 6 milioni di ore

Il 15.4% degli iscritti all'Auser sono volontari (circa 30.000 persone). Risulta iscritto all'Auser il 4,15% di tutti i volontari italiani. Uomini e donne attivi soprattutto nella fascia d'età tra i 50 e i 65 anni. Sono quasi 6 milioni le ore di attività volontaria (4 ore settimanali) che vedono impegnati i volontari Auser. Ogni volontario impegna, mediamente, 172 ore del suo tempo all'anno. Al Nord un volontario è mediamente impegnato per poco più di tre ore e mezzo alle settimana e poco più lo è il suo collega del Centro, al Sud il valore sale sino a 5 ore settimanali.
Ognuno secondo le sue capacità: i volontari uomini prediligono le attività "pratiche", le donne l'ascolto, il dialogo e l'organizzazione dei rapporti interpersonali. Infatti l e volontarie sono più numerose dei volontari nel servizio telefonico del Filo d'Argento. Le donne danno inoltre un forte risalto alle attività culturali: il 30% delle unità di volontariato femminile appartenente alla classe di età 50-65 anni si dedica all'educazione degli adulti, contro il 19% dei coetanei. Tra le volontarie di età compresa tra i 35 e i 49 anni, il 26% si dedica preferenzialmente alle attività di supporto alla socializzazione. Le donne più giovani sono quelle più interessate ai rapporti intergenerazionali e di relazione . Mentre per gli uomini la predilezione va alle attività di servizio alla comunità che sono quelle che, per loro caratteristiche intrinseche, meglio si prestano a essere vissute come una prosecuzione in forma di volontariato dell'attività lavorativa.
Trovare volontari non è facile: per farlo bisogna soprattutto coltivare solidi rapporti personali, dentro e fuori l'associazione. Spazio alle persone, quindi. Tra le strategie segnalate: il "coinvolgimento dei soci" 80%, seguito dai "contatti personali" 78% e dalle "azioni mirate sul complesso dei cittadini" 73%. I volontari testimoniano una crescente "visibilità sociale" dell'associazione. Visibilità che viene confortata anche dal dato relativo alle convenzioni stipulate. La maggior parte delle sedi territoriali, il 74%, è titolare almeno di una convenzione con enti locali, Asl o altri soggetti soprattutto nelle Marche, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Friuli.

Le sedi e le modalità operative

Quasi il 76% delle organizzazioni di base di Auser svolge attività di volontariato: l'impegno gratuito di aiuto alla persona e alla comunità resta la nota più caratteristica dell'operare concreto di Auser.
Ricordiamo che le attività Auser si dividono in tre grandi aree tematiche: volontariato, socializzazione, educazione degli adulti. L'universo delle 1100 sedi si suddivide in due grandi famiglie: (monofunzionali) riferibili a una sola delle tre aree (va tenuto presente tuttavia che integrazioni di attività si riscontrano- anche se non sono approfondite nell'analisi- all'interno di ogni singolo asse tematico) e quelle che sono impegnate su più fronti (plurifunzionali).

Riguardo alle attività svolte nell'ambito del volontariato, della socializzazione, dell'educazione permanente, l'Auser si divide circa a metà tra Ula monofunzionali e Ula plurifunzionali. Le Ula monofunzionali che fanno soltanto socializzazione sono in totale solo 180 distribuite per lo più nel Veneto, in Lombardia, Toscana, Marche, Sicilia e Friuli V.Giulia). Le Ula che svolgono soltanto attività di volontariato sono 341, con massima aggregazione al Nord (274 Ula), una ragguardevole quota al Centro (52 Ula) e 15 al Sud. Le Ula che svolgono solo attività di educazione per adulti sono 27 a livello nazionale, con un peso relativo più rilevante al Sud, dove rappresentano il 4% sul totale delle Ula. Le Ula plurifunzionali sono più numerose al Centro (52%). La tipologia più presente è quello delle Ula che svolgono attività sia di volontariato che di socializzazione.
Al secondo posto vi è la tipologia dell'Ula che svolge tutti i tipi di attività. Il peso specifico delle attività di volontariato, considerando sia le Ula monofunzionali che quelle plurifunzionali, è di assoluto rilievo, essendo praticato nell'80% dei casi.

Chi sono e quanti sono gli utenti dei servizi Auser

Ognuno secondo i suoi bisogni: dalle "relazioni di aiuto" alle attività di socializzazione, chi viene in contatto con Auser trova una gamma di opportunità ampia, diversificata e, soprattutto, integrata.
Il Filo d'Argento ha fatto registrare oltre 140.000 contatti, la maggior parte dei quali ha consentito di instaurare rapporti duraturi; in quasi il 74% dei casi si è trattato di persone che hanno chiamato più di una volta sia per sé che per altre persone come amici, parenti, vicini, ecc.; in 47 casi su 100 alla persona che ha chiamato è stata prospettata la possibilità di partecipare a una o più attività dell'Auser; nel 15% dei casi circa il soggetto è stato messo in contatto con i servizi pubblici.
Il Filo d'Argento si conferma come una vera "porta d'accesso" al complesso delle attività svolte dall'associazione, secondo il modello "studiamo il problema e costruiamo insieme la soluzione".
I fruitori dei servizi alla persona sono complessivamente più di 248.000. La composizione per genere fa registrare una maggiore incidenza di donne (60%). Per la maggior parte si tratta decisamente di persone anziane (il 45% ha un'età compresa tra i 70 e gli 85 anni e il 6% è ancora più avanti negli anni, i "grandi anziani" con più di 85 anni, con concentrazioni più elevate in regioni ad alto tasso di invecchiamento coma Toscana,Liguria,Marche e poi Trentino e Friuli) e di donne (60% circa). La quota dei meno anziani, degli adulti e dei giovani, tuttavia, non è proprio trascurabile: quasi il 16% delle persone aiutate ha meno di 55 anni soprattutto in alcune regioni meridionali –Campania, Sicilia, Calabria- e il 3,4% meno di 25, con il restante 33% compreso nella fascia 55-69 anni. Gli immigrati rappresentano il oltre il 28% dell'aggregato. I fruitori dei Servizi alla persona che partecipano anche ad altre attività Auser sono quasi il 39%, in particolare nei settori ricreativo, turistico, culturale ed educativo.
Sono 260.000 i partecipanti alle attività di socializzazione. Il 62% ha più di 65 anni di età, ma le persone comprese tra i 31 e i 65 anni sono ben il 32% e i giovani con meno di 31 anni sono il 6%. E' l'effetto di offerte molto differenziate aperte a più persone possibile anche di età diverse. E' una ulteriore conferma dell'attenzione dell'associazione al tema dell'intergenerazionalità. Il fenomeno premia soprattutto l'offerta di natura culturale/espressiva alla quale vanno i favori dei più giovani (meno di 30 anni) e notevoli testimonianze di gradimento da parte degli adulti (31-65 anni). Le persone più anziane prediligono le attività del tempo libero e del turismo. Gli uomini sono in maggioranza nelle attività del tempo libero, mentre le donne prevalgono in quelle fisiche, espressivo-culturali e nel turismo.
La capacità di attrazione è molto forte, proprio in quanto non collegata a situazioni di disagio più o meno acuto, ma riferibile alla ricerca di un "agio" e benessere.
29.000 persone frequentano le università popolari o della terza età. Per la maggior parte adulti (44,8% ha tra i 31 e i 65 anni). Gli anziani con più di 65 anni si attestano al terzo posto con poco più del 22%, dopo le persone più giovani (tra i 19 e i 30 anni) che formano il 23% del totale. Corposa anche la presenza di adolescenti (fino a 18 anni) pari al 9,8% del totale, per la maggior parte donne, mentre gli immigrati sono solo lo 0,2%. Si può affermare che almeno 450.000 persone (compresi gli iscritti) abbiano trovato in Auser opportunità di soddisfare bisogni o esprimere capacità: tale nel complesso, l'insediamento dell'associazione nella società italiana.

Le attività di volontariato

Il settore, nel suo insieme, può contare su 833 sedi locali che rappresentano il 76% di tutte quelle censite. Il grosso si concentra al Nord (72%), mentre il Centro e il Sud fanno registrare presenze sensibilmente inferiori con percentuali rispettivamente del 19% e dell'8%. Il monte ore ammonta a circa 6 milioni di ore, con il Nord che fa la parte del leone (oltre 2.800.000 ore, il 60% del totale), seguito dal Centro con il 26% e dal Sud 14%.

Il Filo d'argento

L'attività del Telefono Amico degli anziani e delle famiglie, può contare su 149 sedi territoriali, diffuse soprattutto al Nord (43%), il Centro ne comprende quasi il 37%, il Sud ne registra il 20%. I volontari impegnati sono oltre 2200, attivi per più di 230.000 ore annue. Il totale dei contatti raggiunge le 140.747 unità. La Toscana è la regione a più alta presenza di strutture del Filo d'Argento (45), quella con il maggio numero di volontari impiegati (815), il più alto numero di ore dedicate (oltre 79.000), il volume più ampio di contatti (oltre 32.000). Seconda classificata è la Lombardia con 22 presidi e 320 volontari, un monte ore annuo pari a più di 36.600 e 24.721 contatti. I volontari del Filo d'Argento sono per la maggior parte donne (64%).

I servizi alla persona

I Servizi alla persona sono presenti in 563 sedi, la loro distribuzione territoriale fa registrare percentuali abbastanza simili nel Nord nel Centro e nel Sud, rispettivamente 68, 67, e 61%. I volontari impegnati sono 10.000, il monte ore è di 1.380.000 e i fruitori oltre 248.000 persone pari a quasi il 64% di tutte quelle raggiunte dalle attività di volontariato. Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sono le regioni dove questa presenza è più consolidata. Per il Sud capofila è la Campania.

I volontari dei servizi alla persona sono per la maggior parte (quasi il 53%) uomini e sono impegnati mediamente per oltre due ore e mezzo a settimana.

Servizi alla comunità

La grande diffusione delle attività è attestato in primo luogo dalla numerosità delle sedi interessate: a livello nazionale 558 sedi, pari al 67% dell'intero settore del volontariato, senza scarti troppo accentuati tra Nord, Centro e Sud, rispettivamente 68, 70 e 51%. Ma assai alti sono i valori riguardanti i volontari: oltre 13.000 impegnati per più di 3 milioni di ore. In Emilia Romagna i Servizi alla Comunità monopolizzano di fatto l'intero settore del volontariato, raccogliendo oltre il 90% delle sedi e l'81% delle ore impegnate. Sempre al Nord concentrazioni elevate si registrano anche in Lombardia, Veneto, e Friuli. Capofila del Centro è la Toscana. Nel Sud spicca la Campania. L'ambito prevalente è la "cura di aree verdi, giardini e parchi pubblici" (57%) ben rappresentato in Puglia, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, Toscana, Friuli, Veneto e Lombardia. Una seconda, importante area di intervento è la "vigilanza davanti alle scuole" (quasi il 43%), seguita da "servizi di scuolabus" 36% e "nonni vigili" 25%. Diffuse uniformemente dal Nord al Sud.
Nel 34,8% delle indicazioni troviamo la "cura, sorveglianza, informazioni in strutture pubbliche". Come pure significativa la voce "cura, sorveglianza, informazioni in musei e mostre" (24%). Altre aree di impegno, meno consistenti, sono "apertura e chiusura cimiteri", "sorveglianza di strutture sportive", "cura strade". La maggiore parte di queste attività si svolge attraverso le convenzioni con Comuni, Asl, enti privati, ecc. Nel settore dei servizi alla comunità i volontari sono in netta prevalenza maschile (62%), dato che si può spiegare per via della natura dei compiti da svolgere, che spesso richiedono sforzi fisici o presuppongono competenze specifiche, come cura dei parchi, guida scuolabus, manutenzione di attrezzi e aree verdi.

Solidarietà internazionale

Nel 2001 si sono impegnate in attività di solidarietà internazionale 231 sedi locali, per lo più concentrate al Nord. Fra gli interventi promossi primeggia "l'aiuto ai paesi del terzo mondo" 66%, seguito dall'"aiuto ai paesi in guerra" con il 40%. 154 bambini sono stati adottati a distanza. E' stata data ospitalità a circa 500 bambini.

Le attività di socializzazione

Le attività di socializzazione vengono svolte in 702 sedi locali, pari al 64% dell'universo censito, largamente concentrate al Nord e più "disperse" al Centro e al Sud. Gli iscritti impegnati a garantire il funzionamento di base delle sedi e la realizzazione delle singole iniziative, "volontari interni", sono oltre 7700. Le ore di attività complessivamente prestate in un anno sono oltre 900.000.

Il tempo libero

La gran parte delle sedi operanti nel settore della socializzazione prevedono tra le loro attività quella del tempo libero (548). Il peso maggiore si registra al Sud (95 su 112), segue il Nord infine il Centro. A livello regionale spiccano Lombardia, Toscana e Veneto. I volontari sono oltre 5000 e più di 600.000 le ore di attività prestate in un anno. Il profilo dei partecipanti alle attività del tempo libero mostra la più alta presenza di persone anziane. Sulle circa 83.000 persone che formano l'intera platea gli over 65 sono infatti il 58%.

Cura del corpo e benessere fisico

203 sedi impegnate in questo settore, soprattutto in Lombardia, Toscana e Veneto.

550 volontari, oltre 52.000 ore annue, un'utenza di oltre 18.500 persone per la maggior parte con un'età compresa tra i 18 e i 65 anni

Le attività culturali espressive

319 sedi locali. L'insieme dei partecipanti alle attività è costituito da oltre 36.000 persone, il 44,3% ha oltre 65 anni sono invece il 44,8% le persone con un'età compresa tra i 31 e i 65 anni. Gli adolescenti e i giovani sono l'11%.

Il turismo

Un'attività molto amata dagli anziani, oggi uno dei principali business. L'Auser non propone "pacchetti preconfezionati", ma sono gli stessi utenti che definiscono e suggeriscono gite e viaggi. Le sedi interessate sono 441, i volontari impegnati oltre 2000, i partecipanti alle iniziative superano i 97.000. Per il 72% si organizzano gite (viaggi non superiori a tre giorni) il restante 28% sono "soggiorni". 70.000 persone (il 62% ha più di 65 anni e per la maggior parte donne) partecipa alle gite, i rimanenti 27.000 ai "soggiorni" e qui gli anziani over 65 salgono al 63%

Educazione degli adulti, università della terza età

Le sedi operanti nel settore sono 147, si concentrano soprattutto al Nord, dove sono 96. Da segnalare la situazione del Mezzogiorno, che davvero, quando si tratta di cultura, sembra essere un terreno fertile: con 35 sedi attive nel settore si pone al secondo posto nella graduatoria nazionale. Le attività di educazione degli adulti si dividono in due tipologie: "corsi" veri e propri (informatica, lingue straniere, letteratura, storia, discipline artistiche, ecc.); e un insieme variegato di "altre attività".
Nel 2001 sono stati realizzati 191 corsi. La frequenza, nella stragrande maggioranza dei casi, è stata "aperta" non solo agli iscritti.
I più gettonati sono i viaggi culturali, seguiti da conferenze, concerti, seminari, laboratori, rassegne e concorsi a premi. Gli "insegnanti" sono oltre 7200, risorse umane appartenenti al mondo ad Auser, volontari. Le persone raggiunte dalle iniziative per l'educazione degli adulti, nell'anno 2001, sono state più di 29 mila, l 'utente tipo delle attività di educazione degli adulti è di sesso femminile (quasi il 70%) e decisamente giovane. Gli over 65 sono davvero pochi, solo il 22% meno delle persone tra il 19 e i 30 che sono il 23%; ben rappresentati sono perfino i ragazzi e i giovani fino a 18 anni che costituiscono quasi il 10% del totale. Completando il quadro con il 45% circa di adulti tra i 31 e i 64 anni, si ottiene un livello di intergenerazionalità davvero elevato e confermato in tutte le regioni. La Lombardia risulta la regione a più alto tasso di presenza "giovane", gli over 65 sono infatti solo l'11%, mentre la classe d'età fino a 18 anni comprende il 18% del totale, e quella 19-30 quasi il 28%. In Sicilia le persone tra i 31 e i 65 costituiscono la maggioranza assoluta 51%.