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PRIMO RAPPORTO NAZIONALE SULLE ATTIVITA' AUSER
INTRODUZIONE
Il Bilancio Sociale dell'Auser è il
frutto di una esperienza che l'associazione ha compiuto
lavorando su se stessa. L'indagine non è stata
affidata ad esperti "esterni", ma autogestita e partecipata
all'interno, perché si voleva che essa fosse
un momento di crescita e conoscenza di se stessi. Al
censimento ha aderito il 95% dell'intera realtà associativa
(la quasi totalità).
Gli iscritti impegnati nella veste di rilevatori sono
stati circa 150 e gli intervistati sono stati 1100.
Una vera e propria mobilitazione dell'organizzazione
Auser che ha mostrato di prendere molto sul serio l'obiettivo
di "guardarsi dentro" e "attorno", con rigore e serietà.
La rilevazione del questionario è stata
interamente svolta, da non professionisti, per scelta
voluta dall'associazione: gruppi di rilevatori che
le strutture regionali hanno individuato, a vari livelli,
tra gli iscritti all'associazione e che sono stati
formati per l'occasione. La rilevazione è stata
realizzata "faccia
a faccia". Ogni rilevatore cioè è andato
a "trovare" le persone depositarie dei dati che servivano,
ossia i responsabili delle organizzazioni operative
sul territorio, e insieme hanno compilato il questionario.
La predisposizione del questionario, l'elaborazione
e il commento dei dati è stata
affidata all'associazione - Servizi Nuovi- che da diverso
tempo collabora assiduamente alle attività dell'Auser.
Il bilancio economico e il
bilancio sociale
Nel caso di una associazione di volontariato
e di promozione sociale com'è Auser, il "normale" bilancio
economico non consente di rendere l'essenza delle attività svolte.
In un bilancio economico trovano posto soltanto i fenomeni
che possono essere tradotti in grandezze monetarie,
mentre l'"economia" di Auser è fondamentalmente
non monetaria. E' proprio l'attività caratteristica
dell'organizzazione, nella quale si esprime compiutamente
la sua missione: le attività di volontariato,
di socializzazione, di educazione degli adulti.
COSA E' L'AUSER, CHE COSA
FA
L'Auser è una associazione
di uomini e donne, persone che si uniscono per perseguire
un obiettivo strategico e condiviso: contribuire
a "fertilizzare" la vita delle comunità costruendo
reti di rapporti, venendo incontro ai bisogni espressi
dai singoli e dalla collettività.
Al
centro stanno le persone e le loro relazioni, mai
separate le une dalle altre, persone consapevoli
che "nessun uomo è un'isola" (neppure
quando si ritenga tale).
Complessivamente si può dire
che Auser persegue definiti obiettivi di "sviluppo
umano". Lavora affinchè ognuno possa dare e
trovare aiuto, incontrare gli altri, arricchire le
proprie competenze, contribuire alla crescita della
comunità in cui vive. E tutto questo definisce
anche il suo modo di operare che è sempre quello
di intrecciare rapporti tra individui che
partecipano di un comune "mondo vitale".
Una realtà nella
quale le attività si
integrano e le generazioni dialogano.
L'Auser è una
associazione di volontariato e di promozione sociale
di grande dimensioni e presente su tutto il territorio
nazionale: 1100 organizzazioni di base (Ula, unità locali
associative), oltre 200.000 iscritti, 28.000 dei quali
impegnati come volontari per una media di 4 ore settimanali
a testa, le cui iniziative hanno riguardato, oltre
agli iscritti, almeno 270.000 persone. Questa in estrema
sintesi l'immagine che emerge dalla rilevazione compiuta,
con riferimento all'anno 2001. L'Auser è un'organizzazione
a rete, fatta di tante realtà autonome ed integrate
sulla base di valori condivisi. Le 1100 unità di
base dell'Auser costituiscono ognuna un'organizzazione
autonoma, radicata nel territorio, costruita dal "basso".
Ogni unità di base conta in media 166 iscritti.
Si conoscono per nome, discutono, si confrontano; sono
protagonisti di un coinvolgimento autentico.
La distinzione
principale delle attività dell'Auser è quella
tra: attività di volontariato, di promozione
sociale e di educazione degli adulti. Tre grandi aree
tematiche che danno corpo alle parole d'ordine: cittadinanza
attiva, solidarietà, coesione, "vita buona".
Le attività di volontariato
comprendono:
- Filo d'argento
un servizio di ascolto telefonico. E'
formato da tante postazioni telefoniche che chiunque
può chiamare per sottoporre un proprio problema,
ricavandone conforto e un aiuto concreto. Il Filo d'Argento è anche
un osservatorio privilegiato della realtà sociale.
- Servizi alla persona
(compagnia, accompagnamento, consegna pasti a domicilio,ecc). Vere e proprie "relazioni
di aiuto", continuative, stabilite stando faccia a faccia con gli interessati.
Si risolvono i problemi pratici, ma lontani dalla logica "efficentistica",
la relazione fra persone è sempre in primo piano.
- Servizi alla comunità
(cura di patrimoni culturali e del verde pubblico, iniziative di animazione
e simili). Una sorta di "manifesto" della cittadinanza attiva. Rappresentano
al meglio il concetto di "anziani una risorsa per la società". I volontari
impegnati in questo ambito si prendono cura di uno spazio urbano, grande
o piccolo che sia, in varie forme, cercano di renderlo più decoroso,
agibile, fruibile. E' il settore nel quale più intensamente si intrecciano
rapporti "pubblici" con i cittadini, le amministrazioni locali, le istituzioni,
ecc.
- Solidarietà internazionale
(invio di aiuti, adozioni a distanza, ospitalità profughi). Testimoniano
che la solidarietà non conosce confini.
Le attività di promozione sociale
targate Auser sono nate all'interno dell'ampio e variegato
mondo degli spazi ricreativi ideati per dare risposta
ai bisogni di incontro e svago delle persone di tutte
le età. Le iniziative di socializzazione Auser
vedono un deciso protagonismo degli anziani, qualità dei
programmi e una grande apertura a nuove platee e soggetti.
Sono organizzate nei "circoli" e comprendono:
- divertimento, ristoro, tempo libero.
Portano avanti la tradizione dei "centri anziani" (cene
sociali, feste, giochi, tornei, ecc.)
- opportunità di coltivare interessi e soddisfare la creatività
(corsi, laboratori, attività artistiche, recite, spettacoli, ecc.)
- cura del corpo e benessere fisico
(attività sportive e ginnastica). Queste attività raccolgono
la tendenza a una maggiore cura del proprio corpo e del proprio aspetto,
e facendone occasione per "stare insieme";
- gite e soggiorni turistici,
cercano di rivisitare in termini di relazioni significative, quello che è uno
dei maggiori business del nostro tempo.
Infine ci sono le attività di
educazione degli adulti , organizzate nelle forme delle "università popolari" o
della "terza età". Non tanto la cultura "alta" fine
a se stessa, quanto quella che fa corpo con le relazioni
sociali e le esperienze di vita degli individui.
I DATI
Gli iscritti Auser: più donne,
più adulti e giovani
200.000 iscritti circa. Ci sono più donne
che uomini e più adulti e giovani del previsto:
circa un terzo. Le donne iscritte all'Auser superano
gli uomini di 12 punti percentuali, con una differenza
molto maggiore dell'analogo divario fatto registrare
dalla popolazione italiana, pari soltanto al 2,8%.
La maggior presenza di donne riguarda tutte le classi
di età, con una concentrazione particolarmente
elevata in quella 60-74 anni. A parte il caso dell'Emilia
Romagna dove si registra una assoluta parità,
le regioni più "maschiliste" sono l'Umbria,
la Basilicata e la Calabria, mentre il tasso di femminilità è maggiore
soprattutto in Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Veneto,
Friuli, Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna, con la Sicilia
che si attesta su un valore di poco superiore alla
media nazionale.
Le donne – più longeve degli
uomini- vivono situazioni di solitudine particolarmente
frequenti, spesso unite a un'accentuata fragilità economica
e a non meno gravi problemi relazionali. L'associazione
offre loro un punto di riferimento.
Tante donne iscritte non corrispondono
però a tante donne dirigenti: la strada della
parità è ancora lunga. Le donne dirigono
310 sedi su un totale di 1100, vale a dire un modesto
28%.Per la maggior parte le sedi dirette da donne si
trovano al Centro, seguita dal Sud e dal Nord.
Un secondo dato molto interessante
che emerge da questo Bilancio Sociale è che
il 33% degli iscritti di Auser ha meno di 60 anni.
Per un terzo Auser è un'organizzazione formata
da giovani e da adulti; la "intergenerazionalità" è una
realtà. L'Auser sta quindi cambiando pelle:
non più un'associazione di "anziani per gli
anziani" ma sempre più un'associazione di cittadini
attivi, nella quale gli anziani continuano ad avere
un posto di primo piano e che possono relazionarsi
con altri che anziani ancora non sono.
Gli iscritti sono concentrati al Nord
(67,8%), contro il 21% del Centro e l'11% del Sud e
delle Isole.
I volontari Auser: un "capitale
umano" di 6 milioni di ore
Il 15.4% degli iscritti all'Auser
sono volontari (circa 30.000 persone). Risulta iscritto
all'Auser il 4,15% di tutti i volontari italiani. Uomini
e donne attivi soprattutto nella fascia d'età tra
i 50 e i 65 anni. Sono quasi 6 milioni le ore di attività volontaria
(4 ore settimanali) che vedono impegnati i volontari
Auser. Ogni volontario impegna, mediamente, 172 ore
del suo tempo all'anno. Al Nord un volontario è mediamente
impegnato per poco più di tre ore e mezzo alle
settimana e poco più lo è il suo collega
del Centro, al Sud il valore sale sino a 5 ore settimanali.
Ognuno secondo le sue capacità:
i volontari uomini prediligono le attività "pratiche",
le donne l'ascolto, il dialogo e l'organizzazione dei
rapporti interpersonali. Infatti l e volontarie sono
più numerose dei volontari nel servizio telefonico
del Filo d'Argento. Le donne danno inoltre un forte
risalto alle attività culturali: il 30% delle
unità di volontariato femminile appartenente
alla classe di età 50-65 anni si dedica all'educazione
degli adulti, contro il 19% dei coetanei. Tra le volontarie
di età compresa tra i 35 e i 49 anni, il 26%
si dedica preferenzialmente alle attività di
supporto alla socializzazione. Le donne più giovani
sono quelle più interessate ai rapporti intergenerazionali
e di relazione . Mentre per gli uomini la
predilezione va alle attività di servizio alla
comunità che sono quelle che, per loro caratteristiche
intrinseche, meglio si prestano a essere vissute come
una prosecuzione in forma di volontariato dell'attività lavorativa.
Trovare volontari non è facile:
per farlo bisogna soprattutto coltivare solidi rapporti
personali, dentro e fuori l'associazione. Spazio alle
persone, quindi. Tra le strategie segnalate: il "coinvolgimento
dei soci" 80%, seguito dai "contatti personali" 78%
e dalle "azioni mirate sul complesso dei cittadini" 73%.
I volontari testimoniano una crescente "visibilità sociale" dell'associazione.
Visibilità che viene confortata anche dal dato
relativo alle convenzioni stipulate. La maggior parte
delle sedi territoriali, il 74%, è titolare
almeno di una convenzione con enti locali, Asl o altri
soggetti soprattutto nelle Marche, Toscana, Emilia
Romagna, Lazio, Lombardia e Friuli.
Le sedi e le modalità operative
Quasi il 76% delle organizzazioni
di base di Auser svolge attività di volontariato:
l'impegno gratuito di aiuto alla persona e alla comunità resta la
nota più caratteristica dell'operare concreto
di Auser.
Ricordiamo che le attività Auser
si dividono in tre grandi aree tematiche: volontariato,
socializzazione, educazione degli adulti. L'universo
delle 1100 sedi si suddivide in due grandi famiglie:
(monofunzionali) riferibili a una
sola delle tre aree (va tenuto presente tuttavia che
integrazioni di attività si riscontrano- anche
se non sono approfondite nell'analisi- all'interno
di ogni singolo asse tematico) e quelle che sono impegnate
su più fronti (plurifunzionali).
Riguardo alle attività svolte
nell'ambito del volontariato, della socializzazione,
dell'educazione permanente, l'Auser si divide circa
a metà tra Ula monofunzionali e Ula plurifunzionali.
Le Ula monofunzionali che fanno soltanto socializzazione
sono in totale solo 180 distribuite per lo più nel
Veneto, in Lombardia, Toscana, Marche, Sicilia e Friuli
V.Giulia). Le Ula che svolgono soltanto attività di
volontariato sono 341, con massima aggregazione al
Nord (274 Ula), una ragguardevole quota al Centro (52
Ula) e 15 al Sud. Le Ula che svolgono solo attività di
educazione per adulti sono 27 a livello nazionale,
con un peso relativo più rilevante al Sud, dove
rappresentano il 4% sul totale delle Ula. Le Ula plurifunzionali
sono più numerose
al Centro (52%). La tipologia più presente è quello
delle Ula che svolgono attività sia di volontariato
che di socializzazione.
Al secondo posto vi è la
tipologia dell'Ula che svolge tutti i tipi di attività.
Il peso specifico delle attività di volontariato,
considerando sia le Ula monofunzionali che quelle plurifunzionali, è di
assoluto rilievo, essendo praticato nell'80% dei casi.
Chi sono e quanti sono gli
utenti dei servizi Auser
Ognuno secondo i suoi bisogni: dalle "relazioni
di aiuto" alle attività di socializzazione,
chi viene in contatto con Auser trova una gamma di
opportunità ampia, diversificata e, soprattutto,
integrata.
Il Filo d'Argento ha fatto registrare
oltre 140.000 contatti, la maggior
parte dei quali ha consentito di instaurare rapporti
duraturi; in quasi il 74% dei casi si è trattato
di persone che hanno chiamato più di una volta
sia per sé che per altre persone come amici,
parenti, vicini, ecc.; in 47 casi su 100 alla persona
che ha chiamato è stata prospettata la possibilità di
partecipare a una o più attività dell'Auser;
nel 15% dei casi circa il soggetto è stato messo
in contatto con i servizi pubblici.
Il Filo d'Argento
si conferma come una vera "porta d'accesso" al complesso
delle attività svolte
dall'associazione, secondo il modello "studiamo il
problema e costruiamo insieme la soluzione".
I fruitori
dei servizi alla persona sono complessivamente più di
248.000. La composizione per genere fa registrare una
maggiore incidenza di donne (60%). Per la maggior parte
si tratta decisamente di persone anziane (il 45% ha
un'età compresa
tra i 70 e gli 85 anni e il 6% è ancora più avanti
negli anni, i "grandi anziani" con più di 85
anni, con concentrazioni più elevate in regioni
ad alto tasso di invecchiamento coma Toscana,Liguria,Marche
e poi Trentino e Friuli) e di donne (60% circa). La
quota dei meno anziani, degli adulti e dei giovani,
tuttavia, non è proprio trascurabile: quasi
il 16% delle persone aiutate ha meno di 55 anni soprattutto
in alcune regioni meridionali –Campania, Sicilia, Calabria-
e il 3,4% meno di 25, con il restante 33% compreso
nella fascia 55-69 anni. Gli immigrati rappresentano
il oltre il 28% dell'aggregato. I fruitori dei Servizi
alla persona che partecipano anche ad altre attività Auser
sono quasi il 39%, in particolare nei settori ricreativo,
turistico, culturale ed educativo.
Sono 260.000 i partecipanti
alle attività di
socializzazione. Il 62% ha più di 65 anni di
età, ma le persone comprese tra i 31 e i 65
anni sono ben il 32% e i giovani con meno di 31 anni
sono il 6%. E' l'effetto di offerte molto differenziate
aperte a più persone possibile anche di età diverse.
E' una ulteriore conferma dell'attenzione dell'associazione
al tema dell'intergenerazionalità. Il fenomeno
premia soprattutto l'offerta di natura culturale/espressiva
alla quale vanno i favori dei più giovani (meno
di 30 anni) e notevoli testimonianze di gradimento
da parte degli adulti (31-65 anni). Le persone più anziane
prediligono le attività del tempo libero e del
turismo. Gli uomini sono in maggioranza nelle attività del
tempo libero, mentre le donne prevalgono in quelle
fisiche, espressivo-culturali e nel turismo.
La capacità di
attrazione è molto
forte, proprio in quanto non collegata a situazioni
di disagio più o meno acuto, ma riferibile alla
ricerca di un "agio" e benessere.
29.000 persone frequentano
le università popolari
o della terza età. Per la maggior parte adulti
(44,8% ha tra i 31 e i 65 anni). Gli anziani con più di
65 anni si attestano al terzo posto con poco più del
22%, dopo le persone più giovani (tra i 19 e
i 30 anni) che formano il 23% del totale. Corposa anche
la presenza di adolescenti (fino a 18 anni) pari al
9,8% del totale, per la maggior parte donne, mentre
gli immigrati sono solo lo 0,2%. Si può affermare
che almeno 450.000 persone (compresi gli iscritti)
abbiano trovato in Auser opportunità di soddisfare
bisogni o esprimere capacità: tale nel complesso,
l'insediamento dell'associazione nella società italiana.
Le attività di volontariato
Il settore, nel suo insieme, può contare
su 833 sedi locali che rappresentano il 76% di tutte
quelle censite. Il grosso si concentra al Nord (72%),
mentre il Centro e il Sud fanno registrare presenze
sensibilmente inferiori con percentuali rispettivamente
del 19% e dell'8%. Il monte ore ammonta a circa 6 milioni
di ore, con il Nord che fa la parte del leone (oltre
2.800.000 ore, il 60% del totale), seguito dal Centro
con il 26% e dal Sud 14%.
Il Filo d'argento
L'attività del Telefono Amico
degli anziani e delle famiglie, può contare
su 149 sedi territoriali, diffuse soprattutto al Nord
(43%), il Centro ne comprende quasi il 37%, il Sud
ne registra il 20%. I volontari impegnati sono oltre
2200, attivi per più di 230.000 ore annue. Il
totale dei contatti raggiunge le 140.747 unità.
La Toscana è la regione a più alta presenza
di strutture del Filo d'Argento (45), quella con il
maggio numero di volontari impiegati (815), il più alto
numero di ore dedicate (oltre 79.000), il volume più ampio
di contatti (oltre 32.000). Seconda classificata è la
Lombardia con 22 presidi e 320 volontari, un monte
ore annuo pari a più di 36.600 e 24.721 contatti.
I volontari del Filo d'Argento sono per la maggior
parte donne (64%).
I servizi alla persona
I Servizi alla persona sono presenti
in 563 sedi, la loro distribuzione territoriale fa
registrare percentuali abbastanza simili nel Nord nel
Centro e nel Sud, rispettivamente 68, 67, e 61%. I
volontari impegnati sono 10.000, il monte ore è di
1.380.000 e i fruitori oltre 248.000 persone pari a
quasi il 64% di tutte quelle raggiunte dalle attività di
volontariato. Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sono
le regioni dove questa presenza è più consolidata.
Per il Sud capofila è la Campania.
I volontari dei servizi alla persona
sono per la maggior parte (quasi il 53%) uomini e sono
impegnati mediamente per oltre due ore e mezzo a settimana.
Servizi alla comunità
La grande diffusione delle attività è attestato
in primo luogo dalla numerosità delle sedi interessate:
a livello nazionale 558 sedi, pari al 67% dell'intero
settore del volontariato, senza scarti troppo accentuati
tra Nord, Centro e Sud, rispettivamente 68, 70 e 51%.
Ma assai alti sono i valori riguardanti i volontari:
oltre 13.000 impegnati per più di 3 milioni
di ore. In Emilia Romagna i Servizi alla Comunità monopolizzano
di fatto l'intero settore del volontariato, raccogliendo
oltre il 90% delle sedi e l'81% delle ore impegnate.
Sempre al Nord concentrazioni elevate si registrano
anche in Lombardia, Veneto, e Friuli. Capofila del
Centro è la Toscana. Nel Sud spicca la Campania.
L'ambito prevalente è la "cura di aree verdi,
giardini e parchi pubblici" (57%) ben rappresentato
in Puglia, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, Toscana,
Friuli, Veneto e Lombardia. Una seconda, importante
area di intervento è la "vigilanza davanti alle
scuole" (quasi il 43%), seguita da "servizi di scuolabus" 36%
e "nonni vigili" 25%. Diffuse uniformemente dal Nord
al Sud.
Nel 34,8% delle indicazioni troviamo
la "cura, sorveglianza, informazioni in strutture pubbliche".
Come pure significativa la voce "cura, sorveglianza,
informazioni in musei e mostre" (24%). Altre aree di
impegno, meno consistenti, sono "apertura e chiusura
cimiteri", "sorveglianza di strutture sportive", "cura
strade". La maggiore parte di queste attività si
svolge attraverso le convenzioni con Comuni, Asl, enti
privati, ecc. Nel settore dei servizi alla comunità i
volontari sono in netta prevalenza maschile (62%),
dato che si può spiegare per via della natura
dei compiti da svolgere, che spesso richiedono sforzi
fisici o presuppongono competenze specifiche, come
cura dei parchi, guida scuolabus, manutenzione di attrezzi
e aree verdi.
Solidarietà internazionale
Nel 2001 si sono impegnate in attività di
solidarietà internazionale 231 sedi locali,
per lo più concentrate al Nord. Fra gli interventi
promossi primeggia "l'aiuto ai paesi del terzo mondo" 66%,
seguito dall'"aiuto ai paesi in guerra" con il 40%.
154 bambini sono stati adottati a distanza. E' stata
data ospitalità a circa 500 bambini.
Le attività di socializzazione
Le attività di socializzazione
vengono svolte in 702 sedi locali, pari al 64% dell'universo
censito, largamente concentrate al Nord e più "disperse" al
Centro e al Sud. Gli iscritti impegnati a garantire
il funzionamento di base delle sedi e la realizzazione
delle singole iniziative, "volontari interni", sono
oltre 7700. Le ore di attività complessivamente
prestate in un anno sono oltre 900.000.
Il tempo libero
La gran parte delle sedi operanti
nel settore della socializzazione prevedono tra le
loro attività quella del tempo libero (548).
Il peso maggiore si registra al Sud (95 su 112), segue
il Nord infine il Centro. A livello regionale spiccano
Lombardia, Toscana e Veneto. I volontari sono oltre
5000 e più di 600.000 le ore di attività prestate
in un anno. Il profilo dei partecipanti alle attività del
tempo libero mostra la più alta presenza di
persone anziane. Sulle circa 83.000 persone che formano
l'intera platea gli over 65 sono infatti il 58%.
Cura del corpo e benessere fisico
203 sedi impegnate in questo settore,
soprattutto in Lombardia, Toscana e Veneto.
550 volontari, oltre 52.000 ore annue,
un'utenza di oltre 18.500 persone per la maggior parte
con un'età compresa tra i 18 e i 65 anni
Le attività culturali espressive
319 sedi locali. L'insieme dei partecipanti
alle attività è costituito da oltre 36.000
persone, il 44,3% ha oltre 65 anni sono invece il 44,8%
le persone con un'età compresa tra i 31 e i
65 anni. Gli adolescenti e i giovani sono l'11%.
Il turismo
Un'attività molto amata dagli
anziani, oggi uno dei principali business. L'Auser
non propone "pacchetti preconfezionati", ma sono gli
stessi utenti che definiscono e suggeriscono gite e
viaggi. Le sedi interessate sono 441, i volontari impegnati
oltre 2000, i partecipanti alle iniziative superano
i 97.000. Per il 72% si organizzano gite (viaggi non
superiori a tre giorni) il restante 28% sono "soggiorni".
70.000 persone (il 62% ha più di 65 anni e per
la maggior parte donne) partecipa alle gite, i rimanenti
27.000 ai "soggiorni" e qui gli anziani over 65 salgono
al 63%
Educazione degli adulti, università della
terza età
Le sedi operanti nel settore sono
147, si concentrano soprattutto al Nord, dove sono
96. Da segnalare la situazione del Mezzogiorno, che
davvero, quando si tratta di cultura, sembra essere
un terreno fertile: con 35 sedi attive nel settore
si pone al secondo posto nella graduatoria nazionale.
Le attività di educazione degli
adulti si dividono in due tipologie: "corsi" veri e
propri (informatica, lingue straniere, letteratura,
storia, discipline artistiche, ecc.); e un insieme
variegato di "altre attività".
Nel 2001 sono
stati realizzati 191 corsi. La frequenza, nella stragrande
maggioranza dei casi, è stata "aperta" non solo
agli iscritti.
I più gettonati sono i viaggi
culturali, seguiti da conferenze, concerti, seminari,
laboratori, rassegne e concorsi a premi. Gli "insegnanti" sono
oltre 7200, risorse umane appartenenti al mondo ad
Auser, volontari. Le persone raggiunte dalle iniziative
per l'educazione degli adulti, nell'anno 2001, sono
state più di 29 mila, l 'utente tipo delle attività di
educazione degli adulti è di sesso femminile
(quasi il 70%) e decisamente giovane. Gli over 65 sono
davvero pochi, solo il 22% meno delle persone tra il
19 e i 30 che sono il 23%; ben rappresentati sono perfino
i ragazzi e i giovani fino a 18 anni che costituiscono
quasi il 10% del totale. Completando il quadro con
il 45% circa di adulti tra i 31 e i 64 anni, si ottiene
un livello di intergenerazionalità davvero elevato
e confermato in tutte le regioni. La Lombardia risulta
la regione a più alto tasso di presenza "giovane",
gli over 65 sono infatti solo l'11%, mentre la classe
d'età fino
a 18 anni comprende il 18% del totale, e quella 19-30
quasi il 28%. In Sicilia le persone tra i 31 e i 65
costituiscono la maggioranza assoluta 51%.
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