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Il progetto Auser per comunicare
e sviluppare le attività delle
Università popolari e delle altre strutture
nel campo dell’Educazione Degli Adulti
Perché la
parola "apprende"? Indica
una posizione attiva da parte del soggetto, a differenza
d’altre parole come insegnare, educare, ecc.
Perché la città? Per dare il senso che
l’anziano nelle "relazioni della città",
piccola o grande che sia, ha la possibilità di
rimanere vivo, consapevole, critico per le occasioni
educative e culturali che ha a portata di mano. Ma
anche per affermare che l’anziano stesso può insegnare
alla città, a cominciare dai giovani, con i
suoi saperi, pratici e non, e per le esperienze che
ha fatto (vedi il tema della "memoria" riferito
al lavoro, guerra, cambiamenti sociali, ecc.). L’Auser
può realizzare cose importanti
con le attività delle sue associazioni, per
rendere le città più a misura degli anziani,
a cominciare da quelli più isolati o che, per
il loro vissuto, sono più distanti dalla "curiosità" di
conoscere e di partecipare a iniziative culturali.
La
situazione nazionale dell’Auser: vi aderiscono
200 000 soci, nel campo del volontariato e della promozione
sociale; sono oltre cento le Università popolari,
presenti in tutta Italia, con prevalenza al Nord, con
30 000 partecipanti alle attività, ogni anno;
un terzo di questi ha oltre sessantacinque anni. Vi
sono inoltre trecento circoli socio-ricreativi impegnati
anche in progetti culturali.
Che attività svolgono le Università popolari:
svolgono corsi nei campi "classici": * alfabetizzazione
(informatica, inglese, lingua per immigrati, ecc.),
* diritti di cittadinanza, *culturali-espressivi, di
socializzazione. Vi sono iniziative e progetti di grande "ricchezza",
per esempio: recupero d’antichi mestieri e valorizzazione
d’esperienze di lavoro (vedi collaborazione,
da parte gruppo Auser, alla sezione "mezzi ferroviari",
Museo della Scienza di Milano), interventi nelle case
riposo e "ricostruzione" del filo dei ricordi,
la "memoria" di altre epoche di vita e del
lavoro, in rapporto con le scuole, scrittura autobiografica,
impiego di mezzi multimediali, partecipazione alla
vita di musei e biblioteche, sviluppo di "circoli
di studio", avvicinare i cittadini agli spettacoli
e al patrimonio artistico dopo aver svolto corsi sulle
relative materie. Il contesto europeo e nazionale per
l’EDA: le
politiche del settore sono rivolte a tutte le generazioni
(società della conoscenza), promuovono ruoli
attivi (vedi "circoli di studio"), comprendono
l’apprendimento formale (es.: corsi che non portano
al rilascio di certificati) e informale (situazioni
non "strutturate", come il favorire l’impiego
del computer, che portano in ogni modo ad apprendere).
La situazione dell’EDA in Italia e nelle regioni,
specie per quanto riguarda le età più adulte
e gli anziani, è arretrata , con uno scarsissimo
impiego di risorse.
Perché il progetto Auser "la città che
apprende":
1. interesse a fare conoscere e comunicare in maniera
diffusa le esperienze delle Università popolari,
per valorizzare il loro ruolo nei confronti delle istituzioni
e delle comunità locali e per dare risalto all’impegno
di quanti vi operano;
2. per rendere "visibile" la filosofia Auser
per un anziano attivo, partecipe delle relazioni sociali,
portatore di memoria e d’esperienze preziose,
possibile utente delle mille occasioni culturali e
educative della città;
3. per collegare fra loro le esperienze Auser delle
diverse regioni, diffondere le "buone prassi" e
la collaborazione con le istituzioni scientifiche,
attivare reti di comunicazione (vedi l’attuale
Newsletter Auser e le pagine del sito nazionale);
4. per promuovere lo sviluppo di politiche locali
e nazionali che portino alla formazione di "sistemi
territoriali" EDA, con obiettivi di incrementare
la presenza degli anziani.
La manifestazione nazionale di presentazione del progetto "la
città che apprende" insieme alle esperienze
già realizzate, rappresenta dunque un appuntamento
fondamentale per fare conoscere e promuovere le finalità e
gli obiettivi illustrati con la presente scheda.
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