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LA PRIMA FESTA DELLA CITTA' CHE APPRENDE
Roma, 21 - 24 aprile 2004

L'Auser con le attività di volontariato e di promozione sociale delle sue associazioni, può contribuire a rendere le città più a misura degli anziani, a cominciare da quelli più isolati o che, per il loro vissuto, sono più distanti dalla "curiosità" di conoscere e di partecipare ad iniziative culturali.
Aderiscono all'associazione più di 200.000 soci, sono oltre 100 le Università popolari, presenti in tutta Italia, dal Nord al Sud, con 30.000 partecipanti alle attività, ogni anno, in forma di corsi, di circoli di studio, di laboratori, nei diversi rami del conoscere, dell'espressione e del "fare", tradizionali e innovativi.
L'impegno dell'Auser per la cultura e l'educazione degli adulti segna in questi ultimi tempi passaggi certamente importanti, fra i quali possiamo indicare il progetto la città che apprende e la promozione di un'iniziativa per far conoscere le nostre attività, alla quale vogliamo dare il carattere di una vera e propria festa per la partecipazione propositiva, ampia e creativa che intendiamo promuovere.
La Festa promossa dall'Auser ha l'obiettivo di porre all'attenzione di un pubblico il più vasto possibile il tema dell'educazione degli adulti e della cultura, come strumento di cittadinanza e di integrazione sociale, partendo dalle esperienze che stanno svolgendo le Università popolari e le altre sedi dell'associazione.
La Festa si svolgerà, in quest'occasione a Roma e riteniamo che possa essere la prima delle iniziative che si terranno in altre città nei prossimi anni.

Perché la città? Per dare il senso che l'anziano nelle "relazioni della città", piccola o grande che sia, ha la possibilità di rimanere vivo, consapevole, critico per le occasioni educative e culturali che ha a portata di mano, per conoscere "come va il mondo" nei tempi della globalizzazione. Ma anche per affermare che l'anziano stesso può insegnare alla città, a cominciare dai giovani, con i suoi saperi, pratici e non, e per le esperienze che ha fatto nel lavoro e in tante altre esperienze della vita; che l'anziano rappresenta, allo stesso tempo, una risorsa importante per costruire la città della solidarietà.

Perché la parola "apprende"? Indica una posizione attiva da parte del soggetto, a differenza d'altre parole come insegnare, educare, ecc.

Perché il progetto Auser "la città che apprende":
1. interesse a fare conoscere e comunicare in maniera diffusa le esperienze delle Università popolari e delle altre strutture socioculturali, per valorizzare il loro ruolo nei confronti delle istituzioni e delle comunità locali e per dare risalto all'impegno di quanti vi operano;
2. per rendere "visibile" la filosofia Auser per un anziano attivo nella "società della conoscenza", attento ai cambiamenti della "società globale" e ai rischi per la pace nel mondo d'oggi, partecipe delle relazioni sociali, portatore di memoria e d'esperienze preziose, possibile utente delle mille occasioni culturali e educative della città;
3. per collegare fra loro le esperienze Auser, nel campo della promozione sociale e del volontariato, fra le diverse regioni, per diffondere le "buone pratiche" e la collaborazione con le istituzioni scientifiche;
4. per promuovere lo sviluppo di politiche locali e nazionali che riconoscano e rendano possibile il diritto-dovere di apprendere lungo tutto il percorso della vita.

La manifestazione nazionale, al quale diamo il nome di prima Festa della " città che apprende", rappresenta dunque un appuntamento di rilievo per fare conoscere e promuovere le finalità e gli obiettivi per i quali l'Auser è impegnata.

L'iniziativa, vede la diretta collaborazione dell'Auser regionale del Lazio. Il programma prevede l'apertura della Festa con un dibattito sulla "possibilità" di apprendere nelle diverse stagioni della vita, lo svolgimento di una serie d'incontri, in più luoghi della città e della provincia, su temi che riteniamo d'attualità per l'impegno dell'Auser, e la conclusione con un convegno dedicato ad approfondire il "ruolo oggi delle università per tutte le età".
Riteniamo che gli incontri debbano mostrare la varietà e la ricchezza delle esperienze dell'Auser, la vivacità dei loro colori; permettere ai protagonisti di illustrarle, aprire il confronto con studiosi e persone esperte per progettare il lavoro futuro. Si ipotizza che gli incontri, da tenersi ognuno nell'arco di una mattina o di un pomeriggio, siano da tenere sui temi:

1) Il lavoro: la memoria e il futuro;

2) Il ricordo e la scrittura, il piacere dell'esprimersi perché ricordare bene fa bene;

3) L'educazione al ben-essere e alla salute;

4) Musei e biblioteche, la conoscenza e la tutela dei beni culturali e ambientali;

5) L'apprendimento dell'informatica, le nuove tecnologie, la comunicazione;

6) L'educazione alla globalizzazione, alla pace, l'emigrazione/l'intercultura;

7) L'educazione alla solidarietà e i diritti di cittadinanza;

Patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma, del Segretariato Sociale Rai. In collaborazione con Salute Repubblica, Eda Forum, Auser Lazio, Spes Centro di Servizio per il volontariato del Lazio, Spi-Cgil Lazio, Sindacato degli scrittori.

IL PROGRAMMA DELL'EVENTO