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CHE COS'E' UN LABORATORIO INTERATTIVO
di Pasquale D'Andretta

Un laboratorio esperienziale, basato sul gioco e sull'impiego di tecniche interattive, offre sicuramente molte più occasioni di una lezione frontale per lavorare sulla formazione dei singoli e sulla dinamica di gruppo. Dal punto di vista del metodo, un laboratorio non è un corso tematico, né un seminario di approfondimento. Il tratto saliente che lo caratterizza è l'impiego di tecniche, di giochi e di esercizi che consentano ai partecipanti di calarsi fino in fondo nelle situazioni che vogliono esaminare; di immedesimarsi nei conflitti presi in considerazione; di "mettere in gioco" le proprie esperienze personali e la propria emotività; e di creare le condizioni per imparare dalle interazioni e dagli eventi della dinamica di gruppo.

La vita di gruppo, infatti, è il terreno su cui maturano le occasioni di apprendimento più significative. Naturalmente, cercare le risposte ai propri bisogni formativi è un lavoro duro, impegnativo, coinvolgente, spesso faticoso, a volte persino doloroso. E' un lavoro che si può affrontare solo correndo fino in fondo il rischio dell'incontro, della relazione e del confronto; solo vivendo con pienezza le dimensioni dell'attesa, dell'ansia e dell'ascolto, di sé stessi e degli altri.
E' un impegno che si può sostenere solo se si è disposti a mettere in crisi le proprie certezze, accettando senza riserve mentali di rivisitare e di rimettere in discussione la propria storia personale, cioè la propria identità.
Lavorare sulla dinamica di gruppo richiede tempo ed attenzione: i partecipanti devono interagire soprattutto fra loro e non solo con il formatore; il clima, inoltre, deve essere tale da stimolare l'interesse generale e favorire l'espressione di tutti i punti di vista. Nel corso delle attività di laboratorio, indubbiamente, i partecipanti si divertono; ma riscoprono anche l'importanza di osservare delle regole. Possono uscire dagli schemi della lezione tradizionale, ma solo accettando di pagarne il prezzo in termini di impegno e di coinvolgimento. Attraverso la novità della situazione riescono a cogliere la rilevanza nella loro vita di relazione dei contenuti teorici su cui stanno lavorando. Possono esprimersi con maggiore libertà e dare voce anche a sentimenti ed emozioni normalmente "censurabili"; ma devono anche esercitarsi nell'ascolto degli altri. Utilizzano linguaggi inconsueti - il "collage", il disegno, la mimica, l'uso di oggetti evocativi, l'espressione teatrale - e spesso trovano il modo di esprimere idee nuove e di offrire contributi originali al lavoro del gruppo anche con una rapida suggestione analogica…
I giochi di simulazione, di immedesimazione e di ruolo offrono altrettante opportunità di riflessione di quelli di movimento, di espressione e di creazione "artistica": danno, infatti, la possibilità di "agire" e "manipolare" concretamente i concetti; di valutare criticamente le dinamiche di relazione; di sperimentare emozioni nuove e affrontare i problemi in esame da punti di vista diversificati.
All'interno di un laboratorio interattivo diventa quasi inevitabile coltivare la dimensione più generale della vita del gruppo e dell'educazione alla convivenza, alla tolleranza e alla cooperazione: una forma di "educazione civica" di cui si sente ovunque un gran bisogno. Le occasioni di crescita offerte da un laboratorio interattivo nella formazione degli adulti sono molteplici. Il laboratorio, infatti, è un percorso esperienziale durante il quale i partecipanti rinunciano a molte delle reti di protezione abitualmente in uso; si misurano più apertamente con le loro capacità e con i loro limiti; sottopongono a verifica le loro convinzioni; imparano che non bisogna dare mai niente per acquisito, impegnandosi a cercare motivazioni e significati condivisi alle proposte di metodo ed alle scelte di merito e di valore.
Le "competenze" acquisite durante un laboratorio esperienziale, però, non sono facilmente "misurabili", e, soprattutto, non lo sono immediatamente; si tratta, del resto, di "competenze" esistenziali, relazionali e comunicative che possono prescindere, almeno in parte, dalle nozioni e dalle informazioni in più che si sono eventualmente apprese sul piano dei contenuti tematici.
Spesso è necessario un bel po' di tempo per "digerire" gli spunti, le riflessioni e le ..."ammaccature" che un laboratorio esperienziale ci ha lasciato dentro, e la pazienza di attendere - lo sappiamo - non è certo la virtù più diffusa...
Il carattere così impegnativo di un'esperienza di laboratorio suggerisce, per la buona riuscita delle attività, di dedicare un po' di tempo e di attenzione alla preparazione del "terreno". Un laboratorio interattivo, infatti, investe fin dal primo momento chi vi prende parte della responsabilità di cogestirlo, e non solo perché si propone di sollecitare, oltre alla sfera cognitiva, soprattutto quella emotiva, ma anche per le conseguenze pratiche di una scelta del genere sui comportamenti concreti dei partecipanti. Per esempio, a differenza di quel che spesso accade durante le lezioni e le conferenze, è complicato arrivare in ritardo ad un laboratorio esperienziale; o andare via prima del termine; o "saltare" qualche incontro: la dinamica di gruppo dipende dal tasso di coinvolgimento di tutti e non consente ruoli da spettatore passivo o da semplice "curioso"...
E' importante costruire il laboratorio a misura del gruppo a cui è rivolto, tenendo conto che, comunque, saranno i partecipanti a "interpretare" a modo loro le attività in programma; gli stessi giochi ed esercizi possono essere vissuti da gruppi diversi in maniera profondamente differenziata, e possono cambiare sensibilmente i "significati" e gli "apprendimenti" che vengono associati alle stesse attività: non esiste, infatti, una sola lettura possibile di un gioco interattivo e non è ipotizzabile nessuna ricetta che vada bene per tutte le situazioni.
Anche il ciclo dell'attenzione, l'intensità del coinvolgimento, il tasso di conflittualità e la disponibilità nei confronti del formatore possono variare notevolmente a seconda del contesto e del momento in cui l'attività viene proposta: perciò non è il gruppo che deve adattarsi al laboratorio, magari con un po' di fatica, ma esattamente il contrario.
E' bene che ogni laboratorio ed ogni singolo incontro interattivo comincino con una fase di "carburazione" dedicata interamente ai singoli partecipanti ed al gruppo nel suo insieme, indipendentemente dai temi che saranno affrontati in seguito. Poiché ogni membro del gruppo dovrà partecipare attivamente ad ogni momento del laboratorio, si può cominciare dedicando un po' di tempo ed un po' di spazio a ciascuno dei partecipanti, al loro umore, alle loro esigenze, alle loro motivazioni. Una fase di lavoro di questo genere serve a ricordare a chi prende parte al laboratorio che ciascuno dei presenti è importante ed ha diritto al suo "spazio"; che la principale risorsa di cui dispone è la sua storia, fatta delle sue capacità, delle sue curiosità, delle sue relazioni, dei suoi interessi e dei suoi problemi; che il suo contributo alla vita del gruppo è fondamentale proprio perché insostituibile: nessuno potrà mai raccontare la sua storia al posto suo, esprimere le sue domande con la stessa intensità, suggerire le sue risposte con la stessa originalità!

Molti di noi entrano nelle aule di formazione credendo che la "lezione" sia "affare" del formatore o dell'esperto di turno, a cui va offerta, nella migliore delle ipotesi, solo la propria cortese attenzione. Un incontro interattivo, invece, non può funzionare affatto in questo modo: se non c'è coinvolgimento da parte di tutti non potrà mai prendere corpo! Dopo il livello individuale è bene mettere a fuoco con decisione quello del gruppo. Il gruppo, infatti, dovrà misurarsi con un impegno di conoscenza, di riflessione e di elaborazione collettiva che richiederà una buona dose di fatica; non è irrilevante, perciò, fare un po' di ...preparazione "atletica" preliminare. E' importante, fuor di metafora, esercitare la capacità di ascolto e l'attitudine a svolgere interventi brevi, concreti e "mirati"; allenarsi a superare l'imbarazzo e la vergogna; imparare ad assumersi la responsabilità di esprimere il proprio punto di vista; coltivare la capacità di leggere il "contesto", di "monitorare" e di interpretare correttamente la dinamica di gruppo.
Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è il funzionamento della comunicazione all'interno del gruppo: una comunicazione fluida è una premessa indispensabile per coltivare relazioni di buona qualità (amichevoli o meno...) e realizzare compiti di buon livello.
Alternando attività, anche ludiche, e considerazioni sul loro svolgimento, valutando le impressioni e le emozioni di tutti, ragionando su come ha funzionato la dinamica di gruppo nel corso delle prime attività, è possibile introdurre il gruppo con la dovuta gradualità nella dimensione del laboratorio interattivo: è bene, infatti, che il passaggio sia "spiegato" e "vissuto" nello stesso tempo, con leggerezza e naturalezza.