Il congresso della Cgil rappresenta per l'Auser Marche un’importante occasione per discutere con Cgil e SPI delle strategie del Sindacato Confederale.

Può essere occasione per porre all’attenzione dei delegati e degli iscritti all’organizzazione la nostra esperienza quotidiana ed il punto di vista di una associazione di volontariato e di promozione sociale che vive e riceve sollecitazioni e richieste di intervento sempre più pressanti da migliaia di cittadini, non solo anziani.

Occasione per discutere su come un’associazione come la nostra, fortemente radicata nel territorio, può contribuire, nella sua autonomia, alla definizione di una linea strategica del sindacato confederale che punta a costruire “un progetto paese” alternativo.

Contribuire a costruire un modello di sviluppo capace di vincere la battaglia per il lavoro, ridurre le forti disuguaglianze, avviare un ampio processo d’inclusione sociale, promuovere politiche sociali in grado di garantire i livelli essenziali delle prestazioni sociali.

Auser condivide la cosiddetta “Proposta Chiave” della Cgil così come apprezza e sottolinea quanto asserito nel documento SPI, dove recita:

Lo Spi deve sapersi rapportare con il mondo dell’associazionismo e del volontariato, a partire dall’Auser, non per competere ma per sviluppare alleanze, nel rispetto reciproco dei ruoli e per favorire la difesa dei diritti generali di cittadinanza. In questo senso, occorre, sulla base dell’autonomia prevista dai singoli statuti, rendere sempre più cogente ed attuativo il protocollo Spi-Auser, arricchendo le iniziative congiunte e valorizzando una confederalità di intervento per promuovere tutele e benessere per tutte le persone che noi rappresentiamo, se vogliamo che si affermi una “diversa idea della vecchiaia”,… fatta di benessere ed “invecchiamento attivo”... 

Da tempo, ormai, gli enti pubblici sono caratterizzati da un processo di marcata riduzione della capacità di spesa e riteniamo  che questo sia destinato a continuare per un periodo non breve.

I provvedimenti varati dal Governo non pongono nella giusta attenzione lo sviluppo, le infrastrutture, il lavoro e l’associazionismo.

Vi è scarsa attenzione alle esigenze del volontariato, dell’associazionismo e  di chi opera nel sociale mentre stanno aumentando, le richieste di aiuto collegate al disagio crescente delle fasce più deboli della popolazione, a cui i nostri volontari sono comunque chiamati a dare risposte.

Le associazioni di volontariato hanno avuto forti sollecitazioni, sia per l’aumento della domanda di assistenza, sia per la riduzione delle attività sociali da parte dei comuni e, con l’aumentare dello squilibrio sociale, sta aumentato lo squilibrio tra bisogni e risposte.

La vicinanza a chi soffre nella crisi, il fare, lo stare dalla loro parte, oltre che essere di sollievo a chi si trova in situazione di disagio,  aiuta a non disperdere i cittadini, i pensionati, i lavoratori, le loro famiglie verso derive personalistiche, guerre tra poveri, pericoli di involuzione.

La collaborazione tra istituzioni locali e soggetti di terzo settore, in particolare volontariato e associazionismo, può fornire utili contributi di arricchimento del Welfare pubblico in termini di personalizzazione degli interventi, di loro flessibilità, di innovazione, anche con soluzioni locali (Comuni, province, regione, ospedali..), per il sostegno, la cura, l’assistenza agli anziani di cui l’accordo con la Regione Marche sulle non autosufficienze ne è un esempio.

Come associazione ci siamo assunti l’impegno, di rafforzare l’attività ed i servizi verso le fasce più deboli della popolazione e le loro famiglie, rafforzando le attività di cura verso le persone anziane, soprattutto quelle che vivono da sole e in assoluta indigenza, verso le persone non autosufficienti, le loro famiglie e le fasce più  povere.

All’Auser  sono in aumento le chiamate al numero verde del Filo d’Argento e nelle sedi delle associazioni e nei circoli, crescono le richieste di informazione e di assistenza.

Nella regione abbiamo ormai superato gli 80.000 interventi alla persona e non per tutti abbiamo sempre le capacità umane e finanziarie per farne fronte.

Anche per questo si impone la ricerca di nuovi volontari, un rafforzamento del reclutamento, della formazione, della progettazione.

Da tempo Auser è impegnata con i suoi volontari non solo per far fronte al bisogno, ma per consentire pari opportunità come espressione di cittadinanza attiva.

Vorremmo aggiungere la capacità di denuncia, di proposta e di collaborazione per meglio finalizzare il nostro agire.

In questo contesto è importante che le risorse destinate alle attività di sostegno al volontariato, abbiano una continuità nella loro consistenza ed erogazione, in grado di garantire il diritto all’attività volontaria.

Su queste tematiche, su quelle che la Cgil, attraverso i suoi documenti ha posto all’ordine del giorno del proprio congresso, intendiamo dedicare il nostro impegno nel dibattito, con la partecipazione di tanti nostri volontari e iscritti, contemporaneamente iscritti al sindacato e perché no, di tanti nostri iscritti, non iscritti al sindacato che possono portare e ricevere dai tanti iscritti al sindacato e non iscritti all’Auser un contributo di idee, anche nuove, in un dibattito che ha tutte le caratteristiche per essere una palestra di democrazia.