Auser Fermo: Progetto Svetlana                                   Galleria fotografica

 

Svetlana è il nome di una delle tante mamme che hanno fondato l’associazione bielorussa “Bambini in pericolo”, mamme di figli affetti da malattie oncologiche, che dopo la tragedia di Chernobyl si sono viste unite da un crudele destino. Svetlana è venuta per due anni in Italia per accompagnare due gruppi di bambini che, come sua figlia sono stati colpiti dalla malattia. Svetlana era una donna allegra e subito aveva conquistato tutti. E’ morta nell’aprile del 2000, anche lei in seguito ad una grave malattia. Per ricordarla abbiamo dato il suo nome a questo progetto, con la speranza di poter vedere ancora tanti bambini trascorrere giornate felici in Italia.

  

Premessa

La notte del 26 aprile 1986 all’una, ventitre minuti, cinquantotto secondi, vi fu la prima di una serie di esplosioni che distrussero il reattore ed il fabbricato della quarta unità della centrale elettronucleare di Chernobyl. Questo incidente è il più grande disastro tecnologico del XX secolo. Non si possono immaginare del tutto  le reali dimensioni della catastrofe, le cui conseguenze colpiscono ancora oggi la Bielorussia. Tanti pensano a Chernobyl come ad un avvenimento ormai passato, tuttavia quanto accaduto continua ad avere effetti negativi in tutti gli ambienti della vita del paese. Ancora oggi 2.600.000 persone vivono in aree fortemente contaminate e continuano ad alimentarsi con cibi contenenti notevoli quantità di radio nuclidi. I più colpiti sono i bambini.

“Nella nazione bielorussa è presente una forte svalutazione che porta ad un aumento spropositato dei prezzi e contestualmente ad un forte calo dei redditi. E' ovvio che in questo contesto diventa difficile parlare di "alimentazione corretta", in quanto grosse possibilità di scelta alimentare da parte della popolazione non ce ne sono. I problemi di alimentazione però non derivano solo da tali aspetti, ma anche dalla circostanza che il consumo alimentare è necessariamente rivolto a prodotti che sono contaminati.

Dopo Cernobyl si sono presentati gravi problemi di ordine sanitario. La radioattività infatti ha progressivamente causato la distruzione del sistema endocrino, cardiovascolare ed immunitario. Ci sono poi stati effetti dirompenti anche dal punto di vista sociale, in quanto la popolazione ha cominciato a perdere ogni speranza e fiducia nel futuro, in particolare riguardo la capacità di risollevarsi, di ricostruire e modificare la situazione esistente. Si sono pertanto manifestati problemi di conflittualità famigliari, alterazioni psichiche e stress psicologico, preoccupazioni per salute e futuro dei figli, apatia, mancanza di autocontrollo, aggressività, pessimismo, ipocondria e diffidenza. Non è infatti un caso che in tale situazione si sia fortemente diffusa la piaga dell'alcolismo che ha colpito la popolazione in massima parte maschile. Si è quindi creato un ulteriore disagio per le famiglie, nelle quali il ruolo paterno si è particolarmente affievolito e deteriorato fino, in alcuni casi, a venire meno. Infatti in molte famiglie è

sicuramente preponderante, quando non addirittura esclusivo, il ruolo della madre, che spesso è lasciata sola a gestire le questioni familiari oltre ad essere l'unica persona a garantire le entrate finanziarie al bilancio domestico. Diventa pertanto fondamentale assicurare anche un'assistenza psicoterapeutica oltre che sanitaria a queste famiglie che necessitano di sostegno umano e morale. Altri effetti devastanti dovuti all'evento di Cernobyl sono sicuramente: lo stato disastroso dell'ecologia e la debolezza dell'economia, che risulta peraltro, oltre che povera di risorse, anche ristretta all'interno dei confini nazionali, con difficoltà ad aperture esterne.
E' proprio alla luce delle sopraindicate considerazioni che diventa importante capire come deve essere interpretata l'esperienza dell'accoglienza dei bambini bielorussi presso le famiglie italiane”.
(Svetlana Vnuk, responsabile sede di Minsk dell'Associazione Aiutiamoli a Vivere)

 

L’Auser, associazione di volontariato e di promozione sociale, è impegnata in alcuni progetti di solidarietà internazionale e nel nostro territorio dal 1996, in seguito ad un appello alla radio, collabora con la città di Porto Sant’Elpidio (Fm) alla realizzazione di un progetto per l’accoglienza di un gruppo di bambini bieloussi provenienti dall’ospedale oncologico pediatrico di Misk. Da allora ogni anno vengono ospitati bambini malati per un  soggiorno di un mese, prezioso per la loro salute. Un mese trascorso nel nostro paese equivale ad un anno di cura in Bielorussia, perché i bambini possono godere del sole e del mare e mangiare prodotti genuini. Durante la breve vacanza i volontari dell’Auser organizzano diverse attività e viaggi per i piccoli ospiti. Nel 2009 non è stato possibile realizzare l’accoglienza in seguito alla divisione tra le province di Ascoli Piceno e Fermo e all’assenza di referenti istituzionali, ma da quest’anno si spera di garantire continuità a questo progetto e di estendere l’esperienza a tutto il territorio del fermano.

 

Obiettivi a breve termine (settembre 2010)

Accogliere nel mese di settembre un gruppo di 9 bambini provenienti da un istituto accompagnati da 3 adulti, un medico, una cuoca ed un’assistente interprete al fine di offrire loro l’opportunità di una breve vacanza che li distragga per un po’ dal tunnel della malattia e restituisca loro il sorriso.

 

Obiettivi a lungo termine (2010-2012)

Conoscenza e presa di coscienza sulle problematiche ambientali, sanitarie e sociali legate alla presenza di centrali nucleari.

In tempi di continua emergenza ambientale, con dati sicuramente meno eclatanti dell’esplosione di una centrale nucleare ma non meno preoccupanti e con una diffusa e insufficiente informazione/disinformazione sullo stato del pianeta, per non parlare della nostra scarsa coscienza ambientalista, ricordare e ricordarci di Chernobyl dovrebbe essere fondamentale. Nella tragedia di Chernobyl, e soprattutto in quello che poi ne è seguito, vi è infatti tutta la contraddizione delle moderne società industrializzate: abbiamo bisogno di sempre più energia (nell’accezione più ampia del termine) per mantenere il livello attuale del soddisfacimento dei nostri bisogni/consumi (veri o "drogati" che siano) ma allo stesso tempo sembriamo incapaci di ottenere ciò che desideriamo senza violentare l’ambiente che ci circonda. L’energia e la sua produzione sono diventate sempre più la partita su cui si gioca prepotentemente il nostro futuro; uno sviluppo eco-etologicamente sostenibile è ormai imprescindibile; una maggiore coscienza e cosciente informazione sono urgenti, per non cadere nelle facili trappole delle piccole e grandi disinformazioni di cui siamo oggetto; una memoria di quello che è stato ci connette con i problemi del presente e ci allerta sul futuro. Da un lato il mondo della scienza, con le proposte/risposte alle emergenze ed ai problemi, dall’altra noi, con le nostre scarse conoscenze scientifiche, e i nostri bisogni. Riflettere su questi temi, dare e fare informazione, interrogarsi e cercare risposte, condividere le nostre idee ci sembra possa e debba essere oggetto di un’indagine approfondita. A tale scopo l’Auser, nel corso dei tre anni, intende attivarsi per la realizzazione  di iniziative, incontri, momenti di studio e di confronto su questo argomento, affrontandolo dal punto di vista sanitario, ambientale, economico, politico e sociale con l’aiuto di esperti dei vari settori.

 

Location

Porto sant’Elpidio, presso il Camping Holiday.

 

Periodo

Settembre 2010 – Dicembre 2012

 

 

 

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