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GITA A FABRIANO e SASSOFERRATO
di Maria Previati
Sabato 22 ottobre 2011 l’AUSER AFAR Recanati ha organizzato una giornata a Fabriano e Sassoferrato. E’ stato un simpatico tuffo nel passato per gli oltre 50 partecipanti che hanno potuto ammirare il Museo dei Mestieri in Bicicletta. Non si riesce a descrivere con la penna le emozioni, i ricordi, i paragoni che lungo il percorso mussale hanno rumorosamente interrotto le parole delle guide: è una cosa indescrivibile, occorreva non solo fotografare i volti ma registrare anche i commenti. Visita quindi da rifare, ma con le dovute attrezzature. Le oltre 100 bici esposte sono l’esempio di fantasia e praticità, nelle loro modifiche ed adattamenti. Tutto secondo la necessità dell’artigiano. Il percorso espositivo è arricchito da foto d’epoca in bianco e nero e ricostruisce fedelmente l’ambiente sociale e culturale in cui gli artigiani e le loro biciclette si muovevano. Fino agli anni ’60 la bicicletta serviva ad artigiani come maniscalchi, arrotini, gelatai, carbonai, medici, spazzacamini, fornai, pompieri, giornalai, pompieri ecc. per spostarsi nel territorio e svolgere la propria attività direttamente “a domicilio” o nelle strade e piazze dei vari paesi e città. Erano mestieri poveri, figli di un mondo povero come quello della realtà delle campagne italiane, in cui gli oggetti quotidiani si usavano e riparavano fino ad un limite di usura per cui era impossibile riutilizzarli, almeno per lo scopo per cui erano nati (ma spesso venivano riadattati per altri usi, nascendo a nuova vita). Per esempio, l’arrotino spesso svolgeva il proprio mestiere spostandosi con una sorta di biciclo-carretto dotato di una grossa ruota di legno, rivestita da un cerchione di ferro; il carretto, una volta giunto sul luogo di lavoro, veniva letteralmente ribaltato su sé stesso e si trasformava nello strumento di lavoro. Per arrotare un utensile, l’arrotino imprimeva alla ruota un movimento ben ritmato e continuo e con abili gesti delle mani lo passava sulla mola fino a che la lama non diventava tagliente. In città ed in campagna il barbiere tagliava capelli e faceva barbe, soprattutto durante le feste, quando ci si vestiva con l’abito buono. Presente nelle feste e la domenica in paese, il castagnaro vendeva le caldarroste e le noccioline, regalando un po’ di tepore nelle fredde e lunghe giornate invernali. Probabilmente è una delle pochissime professioni che sono durate fino ai giorni nostri. I Lattai ambulanti erano soliti arrivare fin dalle prime ore del mattino con le loro biciclette sulle quali erano sistemati due grossi contenitori in alluminio pieni di latte fresco che vendevano per le strade dopo avere attirato l’attenzione gridando “Latteeeeee! Latteeee!”. Poi il nostro giro è proseguito con la visita al Museo della Carta e della Filigrana. La città di Fabriano, avvalendosi anche di materiali di proprietà delle Cartiere Miliani, lo ha istituito nel 1984 all’interno dello splendido complesso monumentale di San Domenico. L’allestimento museale, recentemente arricchito, è articolato in sezioni tra cui una fedele ricostruzione di una gualchiera medievale dove è possibile assistere alla lavorazione a mano di carte filigranate e la visualizzazione del viaggio storico della carta dal lontano oriente all’Europa. Poi, il pantagruelico pranzo in un caratteristico agriturismo. Che abbuffata! Nel pomeriggio proseguimento per Sassoferrato. Saltata la visita all’Abbazia di Santa Croce per una cerimonia dei Templari che si svolgeva nel santuario, ci hanno detto che l’Abbazia è stata un possedimento templare ed è attualmente sede di ritiri spirituali e convegni dell’organizzazione dei templari cattolici italiani. In sostituzione abbiamo visitato la chiesa di S. Pietro Apostolo con il carcere pontificio, con le singolari e curiose scritte dei prigionieri, che erano tutti appartenenti al clero. Quindi al museo Archeologico che conserva numerose testimonianze della romana Sentinum. Ammirata anche la Sala Perottiana ed i suoi reliquiari bizantini e del centro Europa. Abbiamo avuto il piacere di avere con noi Paolo Pittori, presidente AUSER regionale, che ci ha accompagnati nella visita di Fabriano, poi precedenti impegni lo hanno costretto a lasciarci.
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