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Auser Cultura Liguria: Risultati, competenze, innovazione

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20 Marzo 2020

di Michele Cozza, Presidente di UniAuser Genova e Coordinatore di Auser Cultura Liguria

Mi trovo d’accordo con l’impostazione e i contenuti che Fabrizio (Dacrema) ci ha illustrato nella sua introduzione nella riunione del Coordinamento Nazionale del 6/2/2020 in quanto sostanzialmente collimano con quanto discusso nella prima riunione del Coordinamento Regionale di Auser Cultura Liguria tenutasi a Genova nel mese gennaio.

In quella riunione, cui hanno partecipato responsabili regionali e territoriali di Auser e di UniAuser Genova, ci siamo trovati d’accordo sul fatto che di Auser Cultura c’è bisogno. Così come tutti abbiamo convenuto sul fatto che essa non si debba tradurre in una nuova, ulteriore, struttura, ma debba essere concepita e vissuta come uno strumento di Auser nel suo insieme.

Auser è parte integrante della nostra società, può e deve svolgere una sua propria funzione per cercare di governare i processi di cambiamento. In un mondo in continuo e rapido cambiamento è sempre più difficile individuare i bisogni effettivi e dare un servizio in grado di rispondere a esigenze reali.

Per questi motivi, Auser Cultura potrebbe, e dovrebbe, essere uno strumento per “dematurare” le nostre attività, modificarle e arricchirle. Infatti la questione che si pone alla nostra attenzione non è abbandonare attività che facciamo, ma semmai trasformarle ed eventualmente aggiungerne altre. Questo comporta un lavoro comune dei diversi organismi di Auser (utilizzando la struttura a rete) per fare in modo che quello che ciascuno fa sia sempre più adeguato.

In questa logica, abbiamo concordato che obiettivi del coordinamento possano essere da un lato lo scambio di esperienze e proposte, dall’altro lo sviluppo di una progettazione comune.

Per quel che concerne lo scambio di esperienze e proposte, è stata espressa l’unanime convinzione sulla necessità di poter disporre di una piattaforma online; ottimale sarebbe creare una piattaforma nazionale con articolazioni territoriali. Nel frattempo pensiamo di utilizzare in modo ampio ed efficace gli strumenti che già abbiamo, la newsletter di Auser Cultura Nazionale, i siti di Auser Liguria e Uniauser Genova.

Ampia è stata la discussione circa sviluppo di una progettazione comune. Si è concordato che la linea di lavoro da privilegiare deve essere quella che tiene insieme apprendimento permanente, socialità e intrattenimento per il tempo libero. La funzione di apprendimento deve emergere di più nelle attività ludico ricreative e la socialità deve diventare parte integrante dell’apprendimento. A esempio di ciò è stato evidenziato che l’UniAuser-Genova, avendo verificato che le lezioni frontali da sole non favoriscono alti livelli di socialità, ha introdotto nelle sue attività in maniera strutturata approfondimenti “dal vivo”, ovvero una serie di iniziative volte a completare e arricchire la formazione in aula. Si tratta di itinerari culturali, della durata di uno o più giorni o solo di qualche ora, organizzati e guidati dagli stessi docenti. In tal modo al fare cultura si affianca il piacere dello stare insieme e della convivialità. Tali itinerari non sono in concorrenza con le tradizionali attività turistiche di Auser e si sta valutando come poterle integrare.

Abbiamo deciso anche che un primo terreno di lavoro comune può essere quello della lotta all’analfabetismo funzionale che, come noto, ha un’incidenza molto alta nel nostro Paese. Su tale terreno Uniauser si è data disponibile a progettare, con i suoi docenti e con le strutture dell’Auser, corsi base da tenere nei centri sociali, sia su materie più tradizionali quali, italiano, storia etc., che su materie più “ostiche” quali economia, storia dell’arte, geopolitica etc.

Abbiamo, inoltre, convenuto che tali progetti potrebbero agevolarci a consolidare strutturalmente e nel contempo ad allargare la rete delle nostre relazioni esterne.

In primis potrebbero aiutarci a migliorare il nostro rapporto con il sindacato. Dato che, per prevenire l’analfabetismo funzionale, è necessario ricercare docenti adeguati si potrebbe avviare un lavoro comune con lo SPI e il sindacato di categoria della CGIL.

In secondo luogo potrebbero permetterci di iniziare un percorso di collaborazione con i Cpia. Uno dei Cpia dell’area metropolitana genovese ha dimostrato interesse per la proposta formativa di Uniauser tanto da stipulare un protocollo d’intesa. A partire da ciò si potrebbe pensare di allargare tale percorso agli altri Cpia del comprensorio e alle strutture territoriali dell’Auser. In generale, cooperare con Enti Pubblici non significa sostituirsi ad essi, ma collaborare con loro può permetterci di costruire una migliore capacità contrattuale per partecipare alle gare.

Nella nostra riunione di coordinamento abbiamo, altresì, convenuto che Auser Cultura, incentivandoci a lavorare insieme, potrebbe rivelarsi un formidabile strumento da utilizzare nell’emersione delle competenze.

Fare emergere le competenze significa, certamente, lavorare per fidelizzare i nostri associati, per potenziare le nostre attività, ma anche per aumentare la possibilità di trovare nuovi volontari. Incentivare noi stessi a riconoscerle e certificarle è, sicuramente, un modo per rendere più “vendibili” i nostri servizi, ma anche un percorso per favorire il rinvigorimento dell’attuale classe dirigente e la costruzione di nuovi gruppi dirigenti.

A partire dagli strumenti che fornirà il percorso avviato da Auser a livello nazionale con la formazione degli emersori delle competenze, possiamo avviare dei percorsi finalizzati da un lato a motivare i nostri volontari a sviluppare le loro potenzialità, dall’altro ad allargare la platea stessa dei volontari. A tal fine abbiamo bisogno, innanzitutto di rafforzare la nostra capacità di rivolgerci al nostro “mercato interno”, iscritti allo SPI e alla CGIL e, nel contempo, avere uno sguardo più attento all’utenza di prossimità, cittadini di un certo territorio.

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