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Auser Cultura nazionale avvia la formazione sulla didattica digitale

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20 Maggio 2020

di Patrizia Bertoni e Fabrizio Dacrema

FAD, una modalità formativa con pari dignità

La Formazione a Distanza (FAD) è da tempo una delle forme dell’apprendimento degli adulti. Già prima dell’informatica una trasmissione televisiva popolare come “Non è mai troppo tardi” condotta dal maestro Alberto Manzi ha dato la possibilità a più di un milione di adulti italiani di uscire dall’analfabetismo.

Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione moltiplicano le opportunità di dare vita a contesti di apprendimento, diversi da quelli tradizionali in presenza, ma pur sempre caratterizzati dall’interazione sincronica e/o asincrona tra docenti e soggetti in apprendimento e tra i soggetti in apprendimento.

La FAD non ha meno valore rispetto alla formazione in aula o comunque in presenza, è una modalità di apprendimento dotata di autonomia e pari dignità, con punti di forza e debolezza nel confronto con quella tradizionale che vanno valutati in relazione ai bisogni e alle esigenze dei soggetti in apprendimento e alle necessità della progettazione formativa.

 

La FAD nella relazione tra obiettivi, contenuti, metodi

Le caratteristiche della formazione a distanza devono, quindi, essere considerate nel rapporto generale tra contenuti (il cosa) e metodo (il come) e nella relazione che essi hanno con l’obiettivo formativo e trasformativo che c’è a monte. Sin dalla sua etimologia (dal greco methòdos: via, cammino), il metodo sta a indicare la strada che bisogna percorrere per raggiungere un obiettivo.

Metodi e contenuti sono intrecciati tra di loro in modo indissolubile, virtuoso: il come e il cosa si supportano a vicenda e si danno senso vicendevolmente.

La scelta del metodo, dei metodi, è una delle operazioni primarie della progettazione formativa

 

Dalle metodologie trasmissive a quelle partecipative

È a questo punto che interviene il discorso sull’opportunità di metodi trasmissivi (in cui il contenuto da trasmettere è la molla che induce il processo) e di metodi attivi/partecipativi (in cui il contenuto può anche essere l’esito del lavoro svolto dai partecipanti). Nell’ottica di una formazione democratica e collaborativa, è ovviamente necessario rivedere e superare l’approccio esclusivamente frontale, senza per questo escludere il concetto di trasmissione (o condivisione) di contenuti, ma prendendo in considerazione anche la possibilità di produrre parte dei contenuti durante l’arco del processo formativo: il viaggio è importante al pari della méta, e anzi a volte lo è di più. D’altra parte, al di là delle metodologie collaborative o di impianto costruttivista (problem based learning, case study, project based learning), anche la “classica” lezione può essere declinata in modi diversi, partendo da una base maieutica o esperienziale. La conoscenza e l’esperienza del partecipante possono essere il gancio per facilitare il suo coinvolgimento attivo all’interno del processo formativo.

 

Nuovo ruolo del formatore

Compito del formatore è dunque quello di non adagiarsi sull’utilizzo di metodi conosciuti, facilmente gestibili, che consentono un più semplice controllo del processo, ma sapersi adattare alle esigenze (anche scomode) dei formandi e del contesto, considerando sempre la situazione reale, poiché essa può prevedere esigenze diverse da quelle pensate, ad esempio, in fase di progettazione.

La progettazione formativa sulla base degli obiettivi che intende raggiungere e dei contenuti individuati sceglie le metodologie più coerenti e più adatte all’attivazione dei soggetti in apprendimento. Nella progettazione di forme di apprendimento partecipative e collaborative la funzione del formatore assume sempre più le caratteristiche di tutoraggio e facilitazione.

 

Il condizionamento della situazione reale nelle scelte del formatore

La situazione reale è un elemento che condiziona fortemente contenuti e metodi e offre un riscontro concreto per il raggiungimento degli obiettivi. Avere delle informazioni sui partecipanti (profilo, organizzazione di appartenenza, livello di conoscenza su alcune tematiche e contenuti, livelli di alfabetizzazione informatica, livelli del digital divide del contesto territoriale, ecc..) può aiutare a comprendere come gestire il contesto formativo reale e calibrare il tipo di approccio. Ma la conoscenza non è sempre sufficiente, in quanto può capitare che il contesto possa essere caratterizzato da una situazione difficile che richiede una rimodulazione di quanto pensato in fase di programmazione e/o progettazione esecutiva. Saper cogliere i segnali dell’aula, leggere il non verbale della comunicazione, aiuta il formatore a leggere le dinamiche e il non detto e a riorientare il suo intervento.

 

Il valore aggiunto della FAD

Collocata nel quadro del rapporto tra obiettivi, contenuti e metodi e tenendo conto dei condizionamenti posti dalla situazione reale, la FAD può offrire opportunità coerenti con lo sviluppo di modalità formative e collaborative: consente di superare ostacoli alla partecipazione di tipo economico, di tempo e di mobilità; favorisce una maggiore personalizzazione dei percorsi permettendo più possibilità di scelta dei contenuti, dei tempi e dei contesti di apprendimento; consente l’organizzazione di forme di apprendimento collaborativo anche attraverso opportunità di lavoro di gruppo a distanza (gruppi di soggetti che apprendono solo tra loro o con insegnante o con tutor/facilitatore); arricchisce la didattica attraverso forme di comunicazione multimediali e interattive.

Tuttavia la dimensione virtuale è utile se la relazione tra formatore e partecipanti, o tra partecipante e partecipante, ha già una base di partenza. Questa base non può che nascere nell’incontro in presenza, in cui fisicamente è possibile entrare in contatto, creare le premesse per una relazione duratura.

Nei percorsi formativi che integrano formazione in presenza con la FAD l’attività di formazione virtuale è indirizzata verso l’incontro successivo in presenza, la FAD permette una maggiore disponibilità di tempo e di spazio che può essere proficuamente essere utilizzata per portare avanti i lavori già iniziati in aula e preparare il lavoro da svolgere in seguito, così che quando ci si incontrerà di nuovo non si dovrà partire da zero. L’ambiente online, dunque, può diventare un vero ponte tra i momenti in presenza che rafforza la relazione tra i partecipanti e coi formatori.

 

Programma formatori FAD AUSER

 

Il percorso verrà svolto attraverso la piattaforma didattica di FQTS: https://www.fqts2020.it

 

Le lezioni teoriche sono a cura di Andrea Volterrani e Alessio Ceccherelli; la parte pratica/esercitazioni a cura di Patrizia Bertoni

 

Programma

 

27 aprile 2020

  • Ore 14.30: Andrea Volterrani – La formazione a distanza. Democrazia, partecipazione e pari opportunità
  • Ore 15.15: Alessio Ceccherelli – La FAD: punti di forza e criticità

 

  • Breve bibliografia e test –

 

28 Maggio 2020

  • Ore 14.30: Andrea Volterrani – Le piattaforme partecipative: obiettivi e caratteristiche
  • Ore 15.15: Alessio Ceccherelli – Le piattaforme formative: caratteristiche e pratiche
  • Ore 16.00: Question Time

 

 

Da maggio a giugno:

  • Esercitazione Loomio
  • Mooc0 su Moodle

 

22 Giugno 2020

  • Ore 14.30: Andrea Volterrani – Progettazione della formazione: obiettivi, competenze, risultati attesi
  • Ore 15.15: Alessio Ceccherelli – Struttura e dimensioni di un corso FAD: spazi, tempi, persone, strumenti
  • Ore 16.00: Question Time

 

Da giugno a settembre:

  • Esercitazione: progettazione di un micro-corso
  • Esercitazione: prima strutturazione di un corso in Moodle e gestione dei file

 

28 Settembre 2020

  • Ore 14.30: Alessio Ceccherelli – Gli strumenti di Moodle: comunicazione, condivisione, valutazione
  • Ore 15.15: Andrea Volterrani – Public speaking. Come si affronta una videoconferenza in sincrona
  • Ore 16.00: Question Time

 

Da settembre a ottobre:

  • Esercitazioni di gruppo: organizzazione di videoconferenze sincrone per gruppi
  • Utilizzo degli strumenti su Moodle

 

26 ottobre 2020

  • Ore 14.30: Alessio Ceccherelli – Come si costruisce una video lezione registrata
  • Ore 15.15: Andrea Volterrani – Il dialogo tra la piattaforma e altri strumenti o servizi disponibili online
  • Ore 16.00: Question Time

 

Da ottobre a novembre:

  • Esercitazioni: preparazione di una video lezione registrata e successivo caricamento in piattaforma

 

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