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AUSER CULTURA, TRA PRESENTE E FUTURO

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11 Febbraio 2022

di Fabrizio Dacrema, responsabile nazionale di  Auser Cultura

 

Il decimo congresso nazionale dell’Auser affida ad Auser Cultura nuovi compiti e nuove responsabilità.
Il percorso congressuale ha dato nuova linfa all’identità di Auser come soggetto del Terzo Settore, una grande “organizzazione del fare” impegnata nell’affermazione della centralità delle persone e delle comunità e nell’azione di contrasto alle disuguaglianze e alle vecchie e nuove povertà.
Nel nuovo scenario post pandemico l’azione della rete di Auser Cultura per l’apprendimento permanente si rivela sempre più essenziale per un’organizzazione chiamata a fronteggiare le crescenti insicurezze e le nuove solitudini delle persone. Rischia di prevalere l’irrazionalità diffusa: paure incontrollate, rancore e ricerca di capri espiatori, crescita dei populismi di vario colore. Scrive a questo proposito il Censis nella sua ultima indagine sulla società italiana intitolata non a caso “La società irrazionale”: “La razionalità che nell’ora più cupa palesa la sua potenza risolutrice lascia il posto in molti casi a una irragionevole disponibilità a credere alle più improbabili fantasticherie, a ipotesi surreali e a teorie infondate, a cantonate e strafalcioni, a svarioni complottisti, in un’onda di irrazionalità che risale dal profondo della società”.
Una deriva cui si può e si deve reagire facendo leva sulle risorse profonde che hanno, da sempre, avuto un effetto vincente per gli esseri umani: l’apprendimento e la solidarietà.
Potenziare e diffondere le azioni di Auser Cultura significa aumentare le opportunità di conoscenza razionale e di attività solidale, la via maestra per far fronte alle avversità, cambiare la realtà e migliorare la società. I populismi prevalgono dove, come nel nostro paese, i tassi di analfabetismo funzionale sono alti: gli adulti in condizioni di povertà educativa, e che quindi percepiscono livelli di competenze inferiori a quelli necessari a vivere e lavorare oggi, sono anche quelli che più facilmente sono sedotti dalla comunicazione politica populista che indica soluzioni finte (ma facili e allettanti) a problemi veri e drammatici.
Le Università Popolari e i Circoli Culturali della rete di Auser Cultura fanno la loro parte nei confronti dei propri soci e dei cittadini che intercettano, consapevoli della necessità di agire politicamente per l’affermazione del diritto all’apprendimento permanente. Insieme al Forum del Terzo Settore e alleati ai sindacati e alle reti dell’offerta di educazione degli adulti rivendichiamo una efficace attuazione del Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo delle Competenze della Popolazione Adulta incrociando i suoi obiettivi (riduzione dell’analfabetismo funzionale e costruzione del sistema integrato dell’apprendimento permanente) con gli investimenti pubblici in corso (PNRR, fondi europei, nazionali, regionali).
L’affermazione del diritto all’apprendimento permanente è un’esigenza socio-economica e politica urgente nell’era delle transizioni green e digitali (la società dell’innovazione continua) e della difesa della democrazia ai tempi dall’imperversare dei populismi ma, al tempo stesso, è un bisogno profondo di ogni persona. In ogni età della vita la possibilità di costruire un orizzonte di senso risiede innanzi tutto nell’assumere un atteggiamento attivo e nel percepirsi in crescita: essere attivi passa attraverso l’apprendimento delle conoscenze e delle competenze per agire, crescere significa far entrare in noi il nuovo cioè conoscenze e competenze che prima non c’erano e che rinnovano il nostro sguardo sul mondo e la nostra capacità di agire per trasformarlo. La tripartizione sociale fordista – la prima età per studiare, l’età adulta per lavorare e per applicare e al massimo aggiornare quello che si è studiato, la terza età sostanzialmente inattiva – si è rivelata essere un costrutto sociale inadeguato, non solo alle esigenze di apprendimento continuo poste dell’economia della conoscenza, ma anche e soprattutto non rispondente al bisogno esistenziale di essere attivi in tutte le età della vita. Ciò vale in particolare per il tema dell’invecchiamento attivo che, grazie all’apprendimento permanente, apre la possibilità di “invecchiare crescendo”.
Queste riflessioni congressuali sono alla base del programma di lavoro condiviso dal Coordinamento Nazionale di Auser Cultura diretto a consolidare e sviluppare il percorso avviato con la costituzione della rete nazionale:

• Collaborare: costruire le reti territoriali Auser per l’apprendimento permanente (ReTAAP) cominciando da una mappatura di tutte le nostre iniziative formative e da una indagine sui fabbisogni formativi, gli interessi e le motivazioni dei nostri soci.

• Includere: assicurare il diritto alla cittadinanza digitale (necessaria all’accesso a: relazioni interpersonali, servizi amministrativi, sociali e sanitari, informazioni e formazione) ai nostri soci e ai cittadini che riusciamo a coinvolgere anche attraverso la formazione dei facilitatori dell’alfabetizzazione digitale.

• Partecipare: promuovere lo sviluppo di conoscenze e competenze per l’esercizio della cittadinanza attiva che oggi è sempre più una cittadinanza globale e digitale. Di qui il percorso formativo di geopolitica “Una finestra sul mondo” e il percorso formativo di contrasto alle fake news “Chi da retta alle sirene – (comprendere il fenomeno, riconoscerle e smascherarle)”, entrambi nella piattaforma formativa Auser e utilizzabili dalle strutture territoriali.

• Co-progettare: realizzare patti educativi territoriali e percorsi educativi intergenerazionali in collaborazione con le istituzioni educative e gli enti locali valorizzando le buone pratiche in corso.

• Specializzare: formare volontari di Auser Cultura con competenze specialistiche (emersori delle competenze, formatori di italiano L2 per migranti, facilitatori dell’alfabetizzazione digitale, facilitatori dell’apprendimento permanente) al fine di ampliare e potenziare le attività Auser di apprendimento permanente.

• Innovare: sperimentare percorsi formativi partecipativi (peer education, laboratori e gruppi di apprendimento, … ) anche utilizzando le modalità delle didattica digitale integrata al fine di personalizzare i percorsi e di valorizzare la socialità attiva.

Non ci nascondiamo le difficoltà, la ripartenza autunnale non è stata un “pranzo di gala”, le difficoltà socio-economiche e la perdurante pandemia colpiscono duramente le nostre principali risorse: fiducia e socialità. Tuttavia non riusciamo a non vedere anche le opportunità dei grandi cambiamenti in corso (chi avrebbe immaginato il Next Generation EU oppure la vittoria della giovane sinistra di Boric contro le enormi disuguaglianze del Cile?). “Che tu possa vivere in tempi interessanti” è una maledizione cinese che rende bene l’idea della complessità dell’esperienza che stiamo vivendo.

Report Coordinamento Nazionale Auser Cultura

 

 

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