Area riservata

Coordinatori e scrittori

Scritto da
20 Maggio 2020

Bruno Tassone, Coordinatore, Auser Cultura Calabria, scrive un libro sulla Crotone operaia del secolo scorso, non un saggio ma una storia. Il racconto della lunga vita di Giovanni che attraversa il novecento vivendo in prima persona come operaio e come cittadino tutte le sue complesse vicende.

La vita dell’operaio comunista Giovanni si snoda quasi in simbiosi con la grande fabbrica chimica insediata a Crotone dagli anni venti, prima la Società Meridionale Ammonia e poi Pertusola e Montedison fino alla chiusura drammatica del 1993.

La fabbrica come fattore di modernizzazione e di sviluppo della coscienza di classe segna profondamente tutta la vita di Giovanni che sarà sindacalista e militante politico comunista con grandi capacità, sempre attento alle esigenze autentiche dei lavoratori più che alle mediazioni politiche nazionali e capace di coniugare l’indispensabile pragmatismo contrattuale con una visione politica generale e alternativa.  Giovanni è infatti uno di quegli operai che, grazie allo stimolo della militanza politica e sindacale, continuerà a studiare tutta la vita.

In questo grande affresco sociale e politico della Crotone del novecento, dal fascismo alla ricostruzione fino alla deindustrializzazione dei primi anni novanta, che Bruno tratteggia sullo sfondo della vita di Giovanni non mancano piccoli episodi e dialoghi gustosi in che rivelano le mentalità delle persone concrete, oltre agli aspetti della loro vita materiale, dura ma sempre dignitosa.

Le parbole storiche dei due grandi riferimenti della vita di Giovanni – la Fabbrica e il Partito Comunista – iniziano e finiscono quasi contemporaneamente lasciando Giovanni sul lungomare di Crotone che si ripete “Voglio restare solo con me stesso”. Non traspare però tristezza quanto la consapevolezza di una vita piena e consapevole spesa per valori che non tramontano indipendentemente dal succedersi delle fasi storiche.

In appendice  fotografie e note di Bruno che aiutano a contestualizzare gli eventi descritti e romanzati, oltre ad alcune sue poesie che fanno riferimento ad argomenti trattati nel romanzo.

 

 

Renato Campinoti si cimenta, invece, con il giallo, un genere letterario oggi sempre più di successo e ormai in grado di trainare, grazie alla sua facilità di lettura, una sempre più ampia gamma di contenuti. Renato lo utilizza per una storia di coraggio civile in difesa dei più deboli, senza dimenticare di far saltare per aria un po’ di stereotipi, diffusi anche tra molti buonisti “per partito preso”.

Protagonista del racconto è Caterina, una poliziotta molto brava e molto bella, sfidando, già con questa scelta, una certa misoginia latente ma più diffusa di quanto si possa immaginare, secondo la quale per una donna l’essere attraente è incompatibile con l’essere anche intelligente.  

Al centro della vicenda una terribile vicenda di pedofilia la cui crudezza è controbilanciata solo dall’impeto civile di questa donna di fatto alla guida – lei non ricopre ruoli di vertici – di un gruppo di uomini e di donne della polizia che credono nel loro lavoro e che, in nome della loro professionalità, resistono a pressioni, minacce e attentati.

La storia si sviluppa in una Firenze divisa in due: da una parte una “cupola” talmente potente e incardinata ai vertici economici, professionali e istituzionali della città da ritenersi intoccabile e dall’altra forze dell’ordine e semplici cittadini convinti di fare semplicemente il proprio dovere rifiutando complicità e difendendo le vittime delle violenze e dei soprusi.

Sono due mondi che si contrappongono in tutto, dalla visione politica e civile fino alla percezione della percezione della sensualità, molto intensa e pervasiva nell’intero racconto: quella spontanea e solare della vistosa bellezza di Caterina e quella depravata e malata di chi riduce l’altro a oggetto del proprio desiderio.

L’utilizzo dello strumento narrativo del flusso di coscienza permette l’analisi, interessante e raccapricciante al tempo stesso, del punto di vista di queste consorterie che agiscono nell’ombra e che, in nome delle posizioni dominanti che occupano ai vertici imprenditoriali e professionali, rivendicano di essere al di sopra della legge. “Se lo ricordino sempre: ce lo possiamo permettere noi!” sarà l’ultima espressione dell’innominato e tetro protagonista della conversazione interiore.

Sarà il titolo di un libro che il fortunato fidanzato della protagonista desiderava tanto leggere a fornire la soluzione del giallo…alla fine anche come scrittore Renato è riuscito a mettere in primo piano la voglia di continuare a imparare.

 

 

Categorie articolo:
AttivaMente

Comments

  • recensioni non solo ben fatte ma anche stimolanti. un plauso all’autore

    antonio Valentino 22 Maggio 2020 15:05 Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *