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IL MAGAZZINO DEGLI SCARTI AL FESTIVAL DELLE ARTI DAL VIVO

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15 Settembre 2022

Il Magazzino degli Scarti 

 

E’ una Installazione, una Mostra Interattiva nella quale sono esposti una montagna di stracci ed oggetti abbandonati  e, seduti intorno, 11 attori.  Vestono i panni di esseri umani che per un tratto della loro vita sono stati considerati “scarti della società”.  

 

Il Magazzino degli Scarti ospita dunque rifiuti materiali e rifiuti  umani. Quest’ultimi hanno qualcosa da raccontare, e a parlare sarà la loro anima, mediata dalla riproduzione della “memoria”. Il visitatore potrà scegliere di limitarsi alla sola visione di ciò che lo circonda oppure di approfondire, ascoltando. 

Come?

Le storie ( della durata media di 5 minuti) sono disponibili attraverso una registrazione, scaricabile tramite un QR Code che sarà consegnato ad ogni visitatore. Egli dovrà quindi sedersi di fronte al personaggio che ha scelto di ascoltare, guardandolo negli occhi. E lasciarsi trasportare. 

 

Il Magazzino degli Scarti è un evento unico nel suo genere, una Mostra con  undici “quadri viventi” da osservare, attraversare, ascoltare. 

Un’occasione di riflessione, di condivisione,  di sorprendente emozione. 

 

Il progetto e la regia sono  di Simonetta Favari. 

I testi sono scritti dagli stessi interpreti: Maria Bacchetti, Stefania Benaglio, Mara Chiarentin, Simonetta Favari, Pierpaolo Garibaldi, Cinzia Giangiacomi, Mariangela Maffezzoli, Benedetta Murachelli, Silvana Repossi, Flavia Rossi, Carmen Sindoni. 

(Fanno tutti parte del Laboratorio di Scrittura “Si Scrive a Peschiera” – AUSER di Peschiera Borromeo). 

L’organizzazione è a cura di Nadia Cabianca. 

 

Hanno scritto di noi

MARA SERINA, è stata docente assistente di Drammaturgia e Storia del Teatro alla Cattolica di Brescia. E’  giornalista, critico.  Tra i numerosi incarichi ed impegni nell’ambito del Teatro e della Danza in Italia e all’Estero, collabora da anni con il Festival Santarcangelo di Romagna e con  il  Piccolo Teatro di Milano.

“Il Magazzino va dritto al cuore e sa suscitare emozioni profonde. Nelle voci di queste storie risuonano frammenti delle nostre infanzie, di quelle dei nostri genitori o dei nostri nonni. Ci si sente dolorosamente a casa perchè emergono piccoli e grandi lutti, strappi del cuore su cui magari avevamo messo un cerotto. E’ la symphateia greca, il soffrire con qualcuno e sentirsi vicini. Ma se fosse finita qui sarebbe un peccato. Il Magazzino getta un seme e lascia vedere orizzonti possibili che vanno oltre il dolore, quel dolore che certo ha unito ciascun visitatore a ciascun personaggio, ma che chiede pace e serenità. E la chiave c’è, ciascuno l’ha in tasca, da qualche parte, e i personaggi prima di abbassare lo sguardo per dirti che la loro storia è conclusa, ti stimolano a tenere fisso e alzare il tuo di sguardo, ad andare avanti, verso un futuro che non conosci, ma con la consapevolezza che ora conosci un pò meglio te stesso e alcune parti di te di cui potrai prenderti cura. Non capita sovente che l’arte abbia questa forza vitale e rigenerante.                              L’onestà, la generosità con cui è nato e cresciuto questo lavoro si trasmette subito dagli interpreti agli spettatori.Se la solidarietà ha una forma, questa forma per me, ieri, è stata quella del Magazzino degli Scarti. E tutto passa incredibilmente dagli occhi, l’unica parte di noi che in questo periodo pandemico non è stata coperta. Quella parte di noi più pura, che sa guardare non solo il fuori, ma anche il dentro. Quegli occhi che ho visto ieri mi hanno accolta, si sono confidati, hanno abbracciato la mia commozione, hanno affrontato la fatica di un lungo pomeriggio seduti e fermi. Ma erano occhi pieni di energia, densi di vita”

STEFANIA ACCOSA, Vice Sindaco Assessore alla Cultura Comune di Peschiera Borromeo

“Poter guardare negli occhi le opere viventi mentre ascolti le loro storie, storie che raccontano di vite ai margini della società, i cosiddetti “scarti” che non perdono, nonostante tutto, quell’umanità potente in grado di commuoverti e guardarti dentro. L’ Arte ha questo grande dono, di farci sentire meglio, più ricchi di vita ed emozioni. Grazie di cuore ad AUSER INSIEME PESCHIERA BORROMEO e ai volontari. Non avevano un  compito semplice e il risultato è stato meraviglioso e intenso”.

VALERIA GIACOMELLO lavora come cronista per testate locali e collabora stabilmente con il quotidiano nazionale Il Giorno.

“Gli ultimi della società ritratti con poetica empatia dal laboratorio di scrittura di Auser e trasformati in quadri viventi e palpitanti dalla regista Simonetta Favari attraverso un’installazione artistica patrocinata dall’Amministrazione e ospitati fino a domenica nella biblioteca di Via Carducci “Il Magazzino degli Scarti”, questo il titolo dell’opera, tratta il tema dell’umanità ferita. Al centro della stanza avvolta dalla penombra, un cumulo di stracci intorno al quale sono posizionate undici postazioni fiocamente illuminate, ciascuna occupata da uno dei protagonisti delle storie rese vive dal loro autore, ispirate da fatti di cronaca, pagine di storia e vicende famigliari. Undici storie di straordinaria bellezza che graffiano il cuore di chi si ferma ad ascoltarle e ascoltabili solo attraverso l’attivazione di una app telefonica, perchè gli attori restano tutto il tempo in un silenzio partecipato. Echi di vite dolorosamente vissute ai margini, fantasmi che, parlando solo attraverso gli occhi, scavano nel profondo dell’anima dell’ascoltatore e regalano emozioni dolci e amare che permangono anche a visita terminata.”

 

IL PUBBLICO che numeroso ha visitato il Magazzino, condividendone emozioni e suggestioni.

“Grazie per questa meraviglia. Grazie alla Signora Guardiana che ci ha ricordato che tutti possiamo diventare scarti!”

“E’ stato emozionante ascoltare le vostre storie accompagnate dall’espressione dei vostri occhi”

“Incroci di sguardi. Un colloquio intimo di anime”

“Grande impatto emotivo, grande umanità. In ogni storia tanto dolore, ma anche tanta speranza”

“Emozionante, intensa, commovente. Da replicare”

“Sono rimasto colpito dal realismo delle storie; un’esperienza coinvolgente ed innovativa che sprona il pubblico a porsi delle domande. Si esce dal Magazzino più consapevoli delle difficoltà delle vite degli altri”

“Grazie per questa esperienza che mi ha fatto riflettere e commuovere. Gli occhi degli autori e interpreti mi hanno smosso emozioni profonde”

“Mantenere il contatto degli occhi ha permesso di creare un legame, di stabilire un contatto con l’autore che con lo sguardo è riuscito a comunicare lo stato d’animo, la storia del suo personaggio”

“Grazie. Grazie. Per quello che avete voluto trasmettere. Non solo con le parole. I vostri occhi ci hanno permesso di entrare nel testo insieme a voi che l’avete scritto”

“Esperienze drammatiche e commoventi, ma allo stesso tempo con sempre qualche sprazzo di luce e di speranza. Spettacolo originale, formula innovativa. Emozionante comunicare in silenzio, con lo sguardo”

“Ripenserei al titolo della installazione, o meglio aggiungerei un sotto titolo, La Bottega dei Gioielli”

“La solitudine, il riscatto, la forza delle vite vissute. Che bella umanità. Grazie”

“Mi è mancato poter toccare, abbracciare qualcuno di loro!”

“E’ una installazione di forte impatto visivo ed uditivo. Le storie sono tutte emozionanti; avete scritto dei bellissimi testi e descritto con maestria i personaggi ultimi nella nostra società. Quanta ricchezza di sentimenti ed emozioni mi avete mosso dentro”

“Meraviglioso e coinvolgente. Un colpo al cuore di delicata bellezza e insieme profonda pena  Mi avete portata dentro al vostro mondo, al loro mondo. Complimenti”
                  

Intervista a Simonetta Favari 

Faccio parte da qualche anno del Laboratorio di Scrittura-Auser di Peschiera Borromeo- condotto dalla poetessa Benedetta Murachelli.

All’interno di questo gruppo ho portato la mia esperienza (mi occupo di teatro dal 1983) ed ho realizzato, con i testi prodotti dal laboratorio, due spettacoli teatrali: “TRA I SOGNI E LE DITA” e  “NON SEMPRE LE NUVOLE OSCURANO IL CIELO” con attori professionisti e la mia regia. Ho diretto alcune letture corali interpretate da tutti i partecipanti del corso: ROSE ROSSE PER PINOCCHIO, PAROLE E DINTORNI, TEPORE DI GIUGNO. 

Durante il lockdown, isolati e sconfortati, ho pensato di sollecitare i miei compagni a realizzare dei brevissimi video con il telefono cellulare, indicando loro ogni giorno un tema. Hanno aderito in 16. Tutte donne. Da marzo a maggio 2020 sono stati prodotti più di 600 video. Ne ho fatto una selezione,  ho creato una storia e con l’aiuto di un montatore videomaker è nato un mediometraggio di 45 minuti, divertente e ricco di tenerezza, dal titolo Se dici 16 . Il Film è disponibile facendomene richiesta 

Come nasce Il Magazzino degli scarti?

Con il laboratorio, prima che scoppiasse il Covid, avevo iniziato a parlare nuovamente di teatro.

Il tema che avevo spinto a trattare era quello degli “ultimi”, storie di “umanità ferita”. Hanno aderito,  compesa la sottoscritta, undici compagni. Ci sono stati confronti, ricerche. Poi ho sollecitato a scrivere un testo, ed ognuno di noi lo ha fatto. Ispirandosi a fatti di cronaca, a pagine di storia, a vicende familiari.  Ci siamo aperti ad un percorso  emotivo ed  empatico. 

Sono nati undici racconti coinvolgenti, struggenti ma con impeto di riscatto. Li ho riuniti in un titolo: IL MAGAZZINO DEGLI SCARTI. 

Avevamo già iniziato a provare per quello che avrei volto diventasse uno spettacolo teatrale,  quando il Covid ci ha bloccato. 

Tutto si è congelato. 

Quando la vita ha ripreso il suo lento recupero, è lì che mi è nata l’idea. Partire da quel congelamento che aveva fermato il nostro lavoro. Fissarlo.  Mettere a fuoco, a disgelo, solo due elementi. Gli occhi, che sono stati e sono tutt’ora, a causa delle norme di protezione, la parte del nostro corpo in comunicazione diretta. E la voce. In questo caso non mediata dalla mascherina ma da una registrazione, come custode indelebile della memoria. 

Fare diventare tutto ciò una mostra, una installazione vivente è stato il mio obiettivo. Fare sì che i visitatori (invitati ad ascoltare guardando dritto negli occhi i personaggi) divenissero  inconsapevolmente  parte di una appassionata opera d’arte,   è stata la realizzazione di un sogno.

 

Biografia

Simonetta Favari, milanese, attrice, autrice ed operatrice culturale, si occupa di teatro dal 1983. Formatasi alla scuola dell’Arsenale di Milano, diretta da Marina Spreafico e Kuniaki Ida, in seguito frequenta laboratori per attore, diretti tra gli altri da Enrico D’Amato,  Thierry Salomon, Lindsay Kemp, Marise Flach. Ha all’attivo diversi spettacoli, sia come attrice che come regista. Ha collaborato con artisti come Maurizio Scaparro, JerÔme Savary, Els Comediants, Sandro Tranchina, Ricardo Fuks, Marco Baliani.  Lavora per alcuni anni con Valerio Festi e Monica Maimone in eventi spettacolari en plein air in Italia e all’estero.  In seguito si trasferisce a Palermo dove, per cinque anni, collabora artisticamente per il Teatro Lelio con la regista Giuditta Lelio, in qualità di regista assistente e responsabile di produzione. E, come attrice, sempre a Palermo, recita nelle produzioni di PNG di e con Virginia Alba.    Nel 1994 fonda a Milano l’Associazione Culturale Eclat e si occupa della promozione di spettacoli scritti ed interpretati da donne.  Collaborano con lei, tra le altre, Marina Senesi, Maria Rossi, Emanuela Grimalda, Pia Engleberth, Dodi Conti, Margherita Antonelli, Margò Volo. Realizza degli interventi di “Evasione Comica” all’interno del reparto femminile del Carcere di Opera. Sempre con le attrici di Eclat, realizza un evento di teatro comico OGGI LE COMICHE  e tutte insieme  partono alla volta  dell’Istituto Italiano di Cultura a Salonicco in Grecia. Dal 1995 al 1998, recita per alcune compagnie di teatro di ricerca, tra cui Piccolo Parallelo. Nel 1997 scrive e interpreta per il teatro “Il Pane dell’Acqua, storia di un’anoressia”, monologo in forma di confessione con il quale debutta nel marzo 1998 per la regia di E. Cecchi. Nel 2001 è co-autrice dello spettacolo di teatro comico “Zia” di e con Marina Senesi. Dal 2001 al 2011 lavora come talent scout per alcuni programmi televisivi tra cui X Factor.  Scrive poesie che rappresenta  nelle performance accompagnata dal  fisarmonicista Alex Di Maio. E’ regista dello spettacolo teatrale LA VACANZA di Marina Senesi e Sabrina Giannini tratto da Nient’altro che la Verità (Report – Rai 3) sull’assassinio della giornalista Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin.  Lavoro che debutta nel giugno 2007 al “Premio di giornalismo Ilaria Alpi” a Riccione. Distribuito in tutta Italia, lo spettacolo vince il Premio Anacapri 2007. Dallo stesso spettacolo viene realizzato un film dalla Rai, Commissione Pari Opportunità, presentato nella Rassegna di Cinema Internazionale Femminile allo spazio Oberdan a Milano, nel marzo 2016.  A partire dal 2009 collabora con Marina Senesi, per la trasmissione radiofonica di Radio2 Caterpillar,  nella realizzazione di imprese spettacolari in supporto all’Associazione “LIBERA contro le mafie, fondata da Don Ciotti” Nel 2014, collabora artisticamente al progetto dello spettacolo teatrale “Doppio Taglio”, scelto dalla Commissione Pari Opportunità Rai per rappresentare la “Giornata contro la violenza sulle Donne”, spettacolo che debutta a novembre a Milano al Teatro Franco Parenti, interpretato da Marina Senesi con la regia di Lucia Vasini. Lo spettacolo vive da diversi anni in lunghe torunée per tutta Italia, e viene mandato in onda il 25 novembre 2021 in prima serata su RAI 5.  Alla fine  del 2015, dopo un felice incontro con la scrittrice Beatrice Masini, ispirandosi al testo Signore e Signorine Corale Greca, Simonetta Favari insieme con l’attrice palermitana Virginia Alba, progetta e adatta per il teatro lo spettacolo “Le Randagie”, sul tema Donne e Mito del mondo greco. Per Sentieri Sonori, collabora con il  Maestro Simone Della Torre, Compositore Organista, recitando “Nella Selva Del Tempo”, per la rassegna Vox Organi.  Con Virginia Alba, nell’autunno 2016, scrive, recita e ne fa la regia dello spettacolo teatrale  SONO QUI storie di donne vittime di violenza e soprusi. Lo spettacolo debutta per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne il 26 novembre 2016 al Centro Civico Calipari di Milano ed all’Auditorium di Vigevano ed  in seguito in  tournée per tutta Italia. Nell’agosto 2020 collabora artisticamente alla realizzazione dello spettacolo Porto a Porto di e con Marina Senesi  per NidodiRagno, spettacolo che apre il Suq Festival di Genova in Prima Nazionale. Nel 2021 progetta “IL MAGAZZINO DEGLI SCARTI, installazione vivente” con la collaborazione del Laboratorio di Scrittura di  Auser di Peschiera Borromeo. Il debutto avviene  il 22 gennaio 2022 presso L’Auditorium della Biblioteca Comunale di Peschiera Borromeo, con il Patrocinio del Comune stesso e col supporto di Kinedimorae di Milano. 

Simonetta continua la sua attività conducendo  laboratori teatrali e collaborando come autrice di progetti. 

 

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