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Il Salotto del giovedì

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11 Febbraio 2020

Ornella Mercuri, Presidente Auser Volontariato Campi Bisenzio
Anna Maria Guideri coordinatrice Salotto del giovedì

Di cosa si tratta? Il Salotto del giovedì è un appuntamento mensile, nato da una intuizione che vi fosse un bisogno inespresso: avere uno spazio dove, persone che dispongono di  tempo libero e della voglia di mettersi in gioco, potessero incontrarsi per parlare della propria vita, dei propri sentimenti e idee. É uno spazio autogestito dove il gruppo può scegliere il tema dell’incontro senza avere proposte esterne strutturate. Niente di particolarmente impegnativo né vincolante sia sul piano personale che culturale, ma un luogo per sentirsi a proprio agio, per comunicare in modo informale, autentico e, possibilmente, non banale. Le discussioni sono state e sono approfondite su temi importanti, il viaggio, l’utopia, la religiosità, la paura, l’indifferenza, la maschera, il perdono sono solo alcuni degli argomenti affrontati evitando la superficialità e scavando nel profondo dell’animo. Riunirsi nella sala tutta affrescata delle architetture della quattrocentesca Villa Montalvo, ambiente che si affaccia sul grande giardino dove non arrivano i rumori della strada, crea già una atmosfera di raccoglimento.

Il primo tema analizzato, quello della “maschera”, ha portato a riflettere sul tasso di autenticità di cui disponiamo al netto delle convenzioni e dei  condizionamenti sociali, vere e proprie maschere di cui più o meno consapevolmente, siamo tutti vittime.

Il tema del “perdono” ha favorito il confronto tra la morale laica e quella religiosa e ha stimolato molti interventi e testimonianze.

Infine il tema della generosità ci ha permesso di riflettere sulle nostre contraddizioni, ma anche sulla nostra sensibilità umana.

Con il tema del “viaggio”, sono stati recuperati  e rivitalizzati ricordi lontani, esperienze vissute nell’infanzia, momenti particolarmente  significativi.

Il salotto stesso  può essere inteso come  un viaggio all’insegna del ritrovamento di luoghi esterni, fisici,  di luoghi interiori, affettivi e spirituali.

Scegliere di “navigare a vista” è stata la proposta vincente che ha permesso e permette al gruppo di autogestirsi assaporando la soddisfazione di poter proporre temi scaturiti dal proprio vissuto, dalle proprie personali motivazioni. Alla molteplicità di sollecitazioni e richieste provenienti dal mondo esterno, impegni famigliari e sociali che costringono ad occuparsi continuamente del mondo fuori di noi, il salotto si è posto e si pone come una risposta ed un espediente per occuparsi anche del mondo dentro di noi.

Un appuntamento quindi, quello del salotto, non solo per incontrare gli altri, ma anche se stessi.

Va sottolineato l’aspetto relazionale: riunirsi per parlare, escludendo il cellulare, disponendosi in cerchio e guardandosi negli occhi, in questi tempi di iper-connessione mediatica, è quasi un atto rivoluzionario! Per due ore, le persone sono “vicine”, si ascoltano e partecipano attivamente. Detto così sembra difficile e molto impegnativo, in realtà lo scambio si svolge in modo semplice e naturale. Parlare della propria vita è più facile di quanto si creda perché le persone ne hanno molto bisogno, ma poche occasioni per farlo.

Agli incontri mensili hanno partecipato dalle dieci alle venti persone che non dimenticano l’appuntamento dove ognuno di loro è il personaggio principale.

Un gruppo ha bisogno di un coordinatore che regoli il dibattito, che offra spunti di riflessione con letture, aforismi, frasi celebri o semplicemente brevi scritti a memoria del percorso svolto. Il nostro circolo ha trovato in Anna Maria Guideri la sua socia coordinatrice, appassionata lettrice, scrittrice, insegnante di scuola primaria, attenta osservatrice dei cambiamenti che avvengono nella nostra società.

Dopo un anno e mezzo ci siamo domandati: Abbiamo avuto successo? Abbiamo risposto ai desiderata dei nostri soci? Possiamo tranquillamente rispondere in modo affermativo.

Il gradimento dell’iniziativa? Molto alto: soddisfatti proseguiamo il nostro cammino.

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