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INSIEME PER UNA COMUNITA’ CHE APPRENDE

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23 Gennaio 2024

di Fabrizio Dacrema, responsabile nazionale di Auser Cultura

Le attività di Auser Cultura stanno contribuendo con sempre maggior forza e intelligenza alla ripresa di Auser che, proprio in questi giorni, ha superato l’obiettivo dei 250 mila iscritti.

Le nostre Università Popolari e i nostri Circoli Culturali sono parte l’offerta formativa non formale che in Italia svolge un ruolo molto significativo nel campo dell’apprendimento permanente. La popolazione adulta italiana apprende soprattutto in contesti non formali e informali: secondo l’indagine Inapp Indaco 2020 tra le persone tra i 18 e i 64 anni che partecipano ad attività di formazione i contesti di apprendimento non formali (48,8%) prevalgono ampiamente su quelli formali (8,7%).

Le offerte formative non formali includono corsi, workshop, seminari, attività di volontariato, programmi di apprendimento informale e molto altro. Queste iniziative coprono una vasta gamma di argomenti, compresi l’educazione alla cittadinanza attiva, la formazione professionale, la promozione della cultura e dell’arte, la sensibilizzazione ambientale e sociale, e molto altro. Senza dimenticare la formazione di dirigenti, quadri e volontari (progetto FQTS) e l’impegno per il riconoscimento del loro diritto alla certificazione delle competenze acquisite attraverso l’attività nel Terzo Settore.

Questo ruolo giocato dal Terzo Settore merita maggiore sostegno e valorizzazione da parte delle istituzioni, non solo per le dimensioni quantitative del suo impegno, ma per il carattere “specifico e non sostituibile” (Accordo in C.U. Stato Regioni 2014) di una offerta formativa flessibile e personalizzata capace di contrastare gli ostacoli che frenano la partecipazione formativa degli adulti.

Il 2023 è stato l’Anno Europeo delle Competenze: per il Forum del Terzo Settore, anche attraverso un importante convegno di cui parliamo di seguito, è stata l’occasione per rilanciare la proposta di una strategia di crescita delle competenze delle persone in tutte le età della vita, basata sulla integrazione tra soggetti pubblici e forze del civismo educativo e finalizzata a promuovere equità, sostenibilità e partecipazione attiva alla vita democratica.

Le azioni proposte dal Forum del Terzo settore per dare vita a una strategia italiana per le competenze non si limitano a essere rivendicazioni rivolte alle istituzioni pubbliche ma rappresentano l’orizzonte di riferimento del nostro impegno:

  • Ridurre gli analfabeti funzionali e digitali e aumentare il numero degli adulti che partecipano alle attività formative in linea con gli obiettivi europei.
  • Sviluppare un sistema integrato per il diritto all’apprendimento permanente (facendo leva sulle reti territoriali, realizzando servizi di certificazione ecc…).
  • Promuovere la parità di accesso allo sviluppo delle competenze, ridurre le disuguaglianze e i divari nell’istruzione, nella formazione, nell’educazione degli adulti.
  • Promuovere i Patti Educativi Territoriali per contrastare la povertà educativa di minori e adulti.
  • Realizzare investimenti di maggiore entità, più efficaci e inclusivi, per riqualificare e migliorare il livello delle competenze e per sostenere le persone nella gestione delle transizioni professionali, dell’invecchiamento attivo, del dialogo interculturale.
  • Potenziare il sistema di certificazione delle competenze favorendo la loro portabilità anche attraverso il pieno riconoscimento delle competenze sviluppate attraverso il volontariato e l’attività del Terzo Settore.

Auser Cultura condivide questi obiettivi e li persegue attraverso l’attività delle sue Università Popolari e Circoli Culturali che rispondono ai bisogni e agli interessi di apprendimento dei soci e dei cittadini migliorando continuamente la qualità della propria offerta formativa anche attraverso la ripresa dei processi di certificazione di qualità (bollino blu e verde).

Il 2023 non è stato solo l’Anno Europeo delle Competenze, è stato anche il centenario della nascita di don Lorenzo Milani e il cinquantenario della forma del contratto delle 150 ore.

La scuola di Barbiana, una esperienza del privato sociale, e “Lettera a una professoressa” hanno segnato nel nostro paese il punto più alto della critica alla logica della selezione di classe che allora guidava il sistema educativo e che, ancora oggi, non è sconfitta. Le disuguaglianze educative rimangono l’ostacolo principale alla partecipazione delle persone alla vita civile, sociale e politica.

Le 150 ore furono una delle poche esperienze di successo nella storia dell’educazione degli adulti italiana: più di 500 mila lavoratori con bassi livelli di istruzione tornarono a scuola, presero il diploma di terza media e introdussero nella scuola pubblica nuovi metodi e nuovi contenuti rispondenti ai loro bisogni e interessi. Ciò fu possibile grazie alla collaborazione tra sindacati, scuole pubbliche e d enti locali.

Ed è proprio l’alleanza tra Terzo Settore, Parti Sociali e Istituzioni Educative e Locali che è alla base dell’impegno di Auser Cultura per lo sviluppo dei patti educativi territoriali contro la povertà educativa dei minori e degli adulti.

La felice coincidenza del 2023 continuerà a guidare il nostro cammino.

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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