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La formazione non si risolve con una piattaforma

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19 Maggio 2020

di Bruno Tassone, Coordinatore Auser Cultura Calabria

Si plaude al corso Fad, perché chi lo segue, certamente, ne uscirà arricchito, e oltre tutto consentirà ai dirigenti dell’organizzazione, a tutti i livelli, di riunirsi e di formarsi, abbattendo i costi di trasporto e di soggiorno.

Purtroppo, la formazione a distanza, o meglio la didattica digitale, fornisce solo qualche valore aggiunto a quanto si può fare in presenza, anche rispetto alla costruzione della socialità, poiché non avrà gli stessi risultati nei circoli culturali e le università, maggiormente in quelli Calabresi, che hanno impostato le loro attività a favore dei meno istruiti e sulla socializzazione.

Ma non solo, quest’ultima considerazione scaturisce ed è supportata da dati e verifiche fatte sul campo.

Dalle rilevazioni Istat, il 46% delle famiglie calabresi non ha un computer, ma da verifiche espletate dal Coordinamento Territoriale Auser Cultura di Crotone, sulle schede di adesione ai corsi organizzati dal Circolo Culturale Upelk di Crotone, a non avere un computer, sono il 70% e, per di più, quelli che ne sono in possesso, non vanno oltre l’utilizzazione della video scrittura e della mail.

Inoltre, la distanza non dà la possibilità di costruire i momenti di socializzazione, essenziali per un anziano: uscire di casa, mettere da parte l’ansia e la tristezza, non vivere nella solitudine.

Non mettendo in conto che i laboratori pratici e teorici, tipo “Lavorazione e decorazione della ceramica”, significa chiuderli.

La preoccupazione è che le università e i circoli Auser, per i motivi espressi, se dovessero utilizzare, per lunghi periodi, la didattica digitale, sarebbero, forse, utili a quei pochi che sono in possesso dei mezzi e delle tecnologie, con il conseguente rischio di trasformarsi in “centri elitari”, cosa che certamente, come Auser, non vogliamo, perché non fa parte della nostra cultura e della nostra strategia formativa.

In fase di elaborazione delle macro aree, per la “Macro Area Apprendimento permanente per tutte le età” si è stabilito che l’azione deve tenere conto, in particolare della “emergenza alfabetica” e dell’esigenza di rispondere prioritariamente alla domanda di cultura delle fasce economicamente deboli e con più bassi livelli di istruzione.

È proprio su questa linea che ci si è mossi, puntando sulla “domanda silente”, quella che le persone generalmente non esprimono, e per farla emergere sono state utilizzate, per il primo approccio, le gite turistiche e le escursioni nel territorio. Così facendo si sono appassionati alla storia e in loro è cresciuta la voglia di sapere e conoscere e quindi frequentare quasi tutti i corsi.

Purtroppo, la pandemia ha costretto a bloccare questa positiva esperienza.

Per mantenere in atto almeno una delle attività “Lettura e conversazione in gruppo” si è dato avvio alla lettura individuale di un libro, inviando circa quindici pagine per volta tramite WhatsApp e mail, ma commenti ed interventi, più volte sollecitati, ne sono pervenuti pochi e solo da parte di alcuni, al contrario di quanto avveniva in aula. Non rimane che sperare che tutto ritorni al più presto alla normalità, pur coscienti, che sarà una normalità diversa da quella che abbiamo conosciuto.  

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