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Orti didattici, una buona pratica per i patti educativi territoriali

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17 Aprile 2023

di Fabrizio Dacrema, responsabile nazionale Auser Cultura

L’esperienza degli orti didattici realizzata in diversi territori dalle strutture Auser in collaborazione con le scuole evidenzia come i Circoli Auser impegnati in campo educativo hanno saputo anticipare lo spirito della riforma del Terzo settore. Si tratta, infatti, di azioni di co-progettazione educativa tese a sviluppare le relazioni intergenerazionali per la valorizzazione di spazi verdi pubblici come occasione di apprendimento attivo e socialità.
Lo sviluppo di forme di amministrazione condivisa in campo educativo trovano in queste esperienze gli elementi essenziali su cui basarsi:
• scuole aperte e partecipate, come poli civici, luoghi di dialogo e collaborazione tra le generazioni;
• civismo educativo alimentato da una visione della scuola come bene comune con cui i cittadini attivi collaborano consapevoli che la qualità della scuola arricchisce l’intera comunità;
• partecipazione attiva alla vita scolastica che non si limita alla pur utile presenza negli organi collegiali ma diventa iniziativa e azione collettiva.
Più nello specifico le esperienze degli orti didattici che raccontiamo in questa newsletter, infatti, sono al tempo stesso:
• opportunità per mantenere un legame positivo con la natura;
• contesti di apprendimento multidisciplinare, attivo e motivant;
• luoghi d’incontro, dove conoscersi, scambiare idee e proposte, generare progetti di utilità sociale.
Emergono con chiarezza da queste esperienze alcuni obiettivi educativi significativi che possono essere perseguiti attraverso gli orti didattici: conoscere concretamente il rapporto tra natura, coltivazione e alimentazione; apprendere i principi essenziali di una sana alimentazione; valutare gli impatti ambientali dell’attività umana e gli effetti sulla sostenibilità ecologica; sperimentare e conoscere i tempi della natura nell’era della velocità e dell’immediatezza digitale; diventare consapevoli della necessità dell’impegno costante, della fatica, della tolleranza alla frustrazione.
Inoltre si sviluppano competenze sociali e trasversali attraverso la progettazione delle attività, i lavori di gruppo, la divisione e l’assunzione di responsabilità.
Queste conoscenze e competenze diventano disponibili per gli studenti grazie alla collaborazione di scuole, enti locali e soggetti del terzo settore. Meglio ancora se questa collaborazione avviene in forma stabile e strutturata realizzando patti educativi territoriali.
Il ruolo del civismo educativo e dei soggetti del terzo settore è determinante: per realizzare gli orti didattici occorre il sapere e il saper fare dei volontari in materia di agronomia e di cura del verde. E occorre il saper essere di tanti nonni Auser che sanno sviluppare il dialogo intergenerazionale e sanno invecchiare attivamente trasmettendo e scambiando conoscenze e competenze con le nuove generazioni.
È in questo modo che un orto didattico diventa una comunità educante.

 

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