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“Orti per Anziani Fontezucca” di Macerata

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27 Marzo 2023

Intervista a Giovanni Mercuri, presidente del Circolo Auser “Orti per Anziani Fontezucca” e a tre volontari sulla loro esperienza agli orti.

Gli orti di Fontezucca sono 180 piccoli appezzamenti di terra di proprietà del Comune di Macerata, recintati e situati in Contrada Fontezucca. Ogni assegnatario di un orto è autonomo, ciascuno ha i propri piccoli strumenti, come la zappa, la carriola, il rubinetto dell’acqua; in quello spazio, però, nessuno è solo, la vita sociale che vi si svolge è molto ricca, come dicono i testimoni intervistati.

La storia degli orti è nata circa venti anni fa quando il Comune trasformò una piccola area per il Tiro con l’arco, in orti da concedere alle famiglie che volevano coltivarli. A quel tempo erano una trentina gli orti e c’era bisogno di un’associazione che si incaricasse di gestirne le varie attività e l’amministrazione delle utenze. Auser Macerata, considerato il valore sociale dell’esperienza agli orti per la popolazione, ha firmato allora un accordo con il Comune per occuparsene e diventare l’interlocutore dell’amministrazione comunale per le necessità che inevitabilmente si sarebbero presentate.

La nascita di uno specifico Circolo Auser, denominato “Orti per Anziani Fontezucca” ha aiutato il successo degli orti stessi, fino ad arrivare agli attuali 180 come si vede nella foto allegata. Quasi tutti gli ortolani sono associati anche se l’assegnazione dell’orto non è legata alla tessera Auser, il valore di appartenere ad un’associazione, però, è percepita chiaramente. Si organizzano momenti conviviali ai quali partecipa la maggior parte degli ortolani, viene così rafforzato il legame tra tutti.

La struttura organizzativa è utile anche per diffondere l’esperienza e condividerla con la popolazione di Macerata, soprattutto con i giovani e, ripensando ad esperienze passate, con studenti dell’Istituto Agrario “G.Garibaldi”, con il quale è stato realizzato un progetto quasi dieci anni fa, sulla pacciamatura e su metodi di permacultura, sostenuti anche dalla scienza agraria. Un progetto ancora attuale e da riproporre.

Il tempo che si trascorre all’orto è apprezzato per il beneficio individuale della vicinanza all’ambiente naturale, per la coltivazione dei prodotti e la fruizione della loro genuinità, ma è anche un tempo desiderato perché stare insieme è grande fattore di benessere.
Clemente parla di appagamento personale, Gabriella e Giovanni raccontano di condividere con tanti altri ortolani le competenze necessarie per coltivare, e il piacere di parlare mentre si lavora, di sperimentare la generosità nel prestarsi gli attrezzi, non da tutti posseduti, e di insegnarsi reciprocamente qualche procedimento utile. “Ci rincontriamo quasi ogni mattina, esclusi i mesi molto freddi, e ci salutiamo con battute divertenti sul tempo che ciascuno trascorre all’orto, che hai fatto ci hai dormito stanotte?…, su come ne ha cura e lo “imbelletta” come fosse la sua stanza” e ancora ”quando fa caldissimo dopo un’ora siamo tutti sudati e stanchi, cominciamo a sorridere e poi ridere per come siamo conciati! Ci conosciamo sempre meglio, ci aiutiamo, ci cerchiamo. Giovanni ricorda una volta che ha incontrato Paola nel suo orto. Lei respira tramite un tubicino e Giovanni, senza accorgersene, lo ha calpestato. Lei, senza scomporsi e sorridendo, ha detto “guarda che stai calpestando il mio tubo”. Paola non lascia l’orto, ci va anche in condizioni difficili, è sempre presente, con soddisfazione e determinazione.

Il sindaco di Macerata, venuto a visitarci recentemente si è commosso ascoltando le esperienze degli ortolani ed ha confermato l’investimento dell’amministrazione per il progetto degli orti.
Ci ha comunicato di aver assegnato all’associazione di persone bisognose “Famiglie e bambini in cammino”, due orti mettendo anche un gazebo a disposizione dei bambini così che possano fare attività espressive, come il disegno o giochi vari, mentre i genitori coltivano gli orti.

Tra i fattori di successo gli intervistati citano la possibilità di coltivare verdure secondo un’antica sapienza e di poterle utilizzare per consumo familiare: la sostenibilità è un valore da tempo condiviso e il bisogno familiare è aumentato negli anni recenti. Ma forte motivazione è lo stesso stare insieme, ritrovarsi per gli stessi lavori e scambiare consigli. Decidere di donare una volta l’anno alcuni prodotti degli orti a Scuole o a Residenze per Anziani, una pratica di vita sociale a forte contenuto etico

Progetti di questo genere devono partire dal piccolo, come abbiamo fatto noi, avere a disposizione un terreno in pianura, riparato dai venti e battuto dal sole nella giusta misura, la terra adatta alle coltivazioni, pozzi adeguati alla quantità di acqua necessaria.
La buona collaborazione con il Comune è essenziale!
Infine, molto importante, quando si chiede l’assegnazione di un orto bisogna aver consapevolezza dell’impegno che ciò comporta. Pensare alla condivisione della terra tra due persone di età diverse potrebbe risolvere i momenti di difficoltà nei quali può trovarsi l’assegnatario più anziano.

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