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RESISTERE E’ UN VERBO ATTUALE

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14 Maggio 2021

di Ida Pidone, Responsabile Auser Cultura Metropolitana Palermo

Quest’ ultimo 25 Aprile appena trascorso, l’Auser Metropolitana di Palermo, come sempre, c’è stata.
C’è stata con la presenza e l’omaggio che da anni tributa al partigiano di Monreale, Biagio Giordano, uno dei tanti siciliani che hanno partecipato alla guerra per la Liberazione di tutta l’ Italia; c’è stata nel ricordo e nella ricostruzione di una esperienza ideale e storica condivisa nel dibattito attraverso i luoghi digitali di Auser Cultura, vivaci e partecipi, fin dallo scorso anno – da quando non ci si è potuto più incontrare, se non in rarissime occasioni e in piccoli numeri, di presenza – e che pure hanno segnato ed accompagnato il succedersi delle date e dei momenti topici, culturalmente rilevanti, della nostra storia civile.
L’ Auser c’è stata, fin dallo scorso anno, con la produzione di un video piccolo, ma apprezzato da soci e socie, costruito con immagini conosciute dell’iconografia resistenziale, ma anche con la riproduzione di copertine di libri e citazioni dai medesimi, scelte e suggerite da quanti si sono cimentati con ricerche letterarie sul tema. E, infine, con la selezione di alcune immagini, belle e pulsanti, che dicono di una partecipazione viva e militante del nostro popolo che ancora resiste, che sfila per le vie e si raduna nei luoghi simbolo più noti della città, accanto a vecchi e tenaci partigiani, ancora presenti negli ultimi 25 aprile, prima della pandemia.
Ma, quel che è più importante, l’Auser Metropolitana di Palermo, della Liberazione, del suo essere stata un grande movimento di popolo, che attraverso la lotta e le lotte si è fatto nazione, quest’ anno ne ha parlato e dibattuto lo scorso 27 aprile, in una delle videoconferenze che, incardinate in un calendario di date voluto e condiviso da presidenti di università e di circoli, dallo scorso marzo e fino ai primi del prossimo giugno, con una frequenza abbastanza incalzante e con un soddisfacente tasso di frequenza, consente di tenere viva e coesa la realtà dell’ Associazione.
Con varietà di tematiche e di proposte, alcune – in particolare – possibili foriere di ulteriori sviluppi, nei modi e con le formule che si dovessero ritenere più opportune. Ma anche – non lo si può tacere – con inevitabili problemi di partecipazione e – quindi – di inclusione, da parte di soci e socie non ancora o non affatto in grado di inserirsi e districarsi nelle modalità del linguaggio digitale. Con conseguente perdita, per Auser e per i suoi affiliati, di momenti di vicinanza, del reciproco apporto e della conseguente interazione, che sono alla base della nostra ragione associativa.
Pur tuttavia, nell’ incontro del 27 aprile, ciò che si è realizzato, è stato il comune sentire e discutere sui temi e sul valore della Liberazione, sul suo aver rappresentato l’antefatto e il momento fondativo, storico e ideale, della nostra Carta Costituzionale. Ed averlo fatto insieme con l’ANPI, presente con due suoi esponenti – Letizia Colajanni, del Coordinamento nazionale donne e Mario Vallone del Comitato Nazionale – ha, altresì, consentito di ripercorrere e valorizzare alcuni dei tanti aspetti della complessa e varia stagione resistenziale, oltre che di discutere – come si è già detto – del grande (per numero) e notevole (per qualità) apporto dei siciliani, ma anche di alcune siciliane che, a vario titolo, vi parteciparono.
Molto intensi e toccanti, in proposito, gli interventi di due nostre socie, che hanno potuto rievocare e rendere partecipe testimonianza del ruolo avuto nella Resistenza dei loro rispettivi padri e di qualche altro loro parente. Uno in Piemonte e l’altro a Roma, nella formazione Centro. R.
E siccome “Resistere” è un verbo che va coniugato, ancora e più che mai, al presente, è stata invitata a parlarne anche la prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, socia onoraria Auser, protagonista suo malgrado ed anche vittima, della grottesca e assurda vicenda, prima amministrativa e poi giudiziaria, con cui la si è additata come, nei fatti, sobillatrice e manipolatrice del pensiero e del giudizio dei suoi alunni.
E’ stato bello e importante ascoltare le sue parole, intense e chiare, con cui ci ha parlato della sua esperienza, del valore della libertà di insegnamento, ma anche della libertà di apprendimento, del loro incontro – suo e dei suoi alunni – con le Senatrici Liliana Segre ed Elena Cattaneo, dell’intrinseco valore
della solidarietà e della condivisione ricevute.
Il nostro incontro, che ha visto anche l’intervento, oltre che di numerosi soci e socie, anche di rappresentanti sindacali, come il segretario dello SPI Cgil, ci piace ricordarlo proprio con la citazione dei versi della poetessa Blaga Dimitrova con cui la prof.ssa Dell’ Aria ha chiuso il suo intervento: “Nessuna paura che mi calpestino, l’ erba calpestata diventa un sentiero …”.

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