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Auser aderisce alle Rete Nazionale per la cittadinanza che ha lanciato l’appello “E’ ora di cittadinanza, tutti i diritti a scuola”

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8 Giugno 2022

L’Italia ha una legge sulla cittadinanza vecchia di trent’anni e incivile, del tutto inadeguata ai cambiamenti avvenuti nella vita del Paese, nella società e nella demografia. Per i minori nati in Italia da genitori migranti, l’acquisizione della cittadinanza è preclusa fino ai 18 anni, e il diritto è subordinato a diciotto anni di residenza ininterrotta: è un anacronismo inaccettabile, è una ferita alla democrazia e al vivere civile.

A oggi ci sono 877mila minori, nati-e e/o cresciuti-e in Italia, che frequentano la scuola pubblica ma sono privi di cittadinanza. Questo li esclude, tra le altre tante cose, anche da percorsi ed esperienze scolastiche importanti (gite di classe all’estero, scambi europei ed extraeuropei alla secondaria di secondo grado, progetti di scambio universitario). Ancora più grave è il fatto che esista una linea giuridica a differenziare compagne e compagni di banco, che esista una differenziazione di diritti nella scuola chiamata a istruire e a educare alla cittadinanza, ai principi fondamentali della Costituzione e delle carte internazionali: uguaglianza di diritti sociali, politici e civili; parità di genere; inclusione.

“Accordare la cittadinanza ai minori nati, cresciuti e formati in Italia, ben prima del compimento del diciottesimo anno di età è un’elementare misura di civiltà e di rispetto dei diritti umani” sottolinea il presidente nazionale Auser Domenico Pantaleo.

“L’attuale legge sulla cittadinanza – si legge nell’appello – si configura ormai come uno strumento di razzismo istituzionale che, come si sa, ha l’effetto di bloccare le dinamiche positive in atto nella società civile e di alimentare forme di razzismo e discriminazione nelle pratiche quotidiane. La politica chiuda allora questo capitolo incivile della legislazione italiana. Accordare la cittadinanza ai minori nati, cresciuti e formati in Italia, ben prima del compimento del diciottesimo anno di età, è un’elementare misura di civiltà.”

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