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La Rete “Per un nuovo welfare” a Draghi: 10 punti per costruire un welfare di comunità e per i giovani

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22 Febbraio 2021

Tra i firmatari, si leggono i nomi di eminenti personalità della Società civile, della Chiesa, di autorevoli esperti sui temi della salute mentale, dell’integrazione sociosanitaria, della ricerca epidemiologica, dell’economia civile e dell’applicazione del “metodo Budget di Salute” per la produzione innovativa dei sistemi di welfare comunitario e generativo.

Nel Manifesto dal titolo Rilanciare e ripensare il Welfare di prossimità, le politiche giovanili e i diritti di cittadinanza dentro il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nella transizione ecologica la Rete “Per un Nuovo Welfare” chiede al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ai Ministri Andrea Orlando, Roberto Speranza, Marta Cartabia, Patrizio Bianchi, Mara Carfagna e alle Commissioni Affari Sociali e Affari Costituzionali di Camera e Senato – per il concetto di Ricostruzione sociale che ha costituito larga parte del primo discorso Draghi al Senato in occasione della fiducia al Governo – di essere ascoltata per fare la propria parte nella progettazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nell’avvio della nuova straordinaria esperienza istituzionale del Ministero della Transizione Ecologica.

Sono dieci, i punti di proposta che il Manifesto di “Per un Nuovo Welfare” chiede al Governo Draghi di tenere in considerazione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nella programmazione della Transizione ecologica:

  1. Rafforzare e qualificare il sistema sanitario nazionale pubblico ed universale ridisegnando e potenziando la rete della medicina territoriale, i servizi socio sanitari di prossimità. Completare la riforma dei Budget di Salute e delle Case della Salute/Case della Comunità come principale forma del welfare di prossimità, riconvertendo il sistema delle rette della sanità privata in un sistema di co-progettazione personalizzata capace di incidere sulle determinanti sociali della salute. Dopo la débâcle delle RSA è il momento passare da una logica dei “posti letto” ad una cultura del caregiving, anche attraverso un vero investimento a favore dell’accoglienza diffusa delle persone anziane e la mobilitazione proattiva degli anziani a favore del welfare e dell’ecologia integrale, anche nella forma del “servizio civile degli anziani”.
  2. Riformare il Reddito di Cittadinanza, anche in considerazione del fallimento del sistema dei navigator. In particolare, “Per un Nuovo Welfare” propone con forza e convinzione la forma dei Patti per l’Imprenditoria Civile promuovendo la sinergia tra diversi strumenti di inclusione e di sviluppo come il Microcredito, Resto al Sud, i Piani di Sviluppo Rurale e la difesa dei Piccoli Comuni, gli incentivi alla Cooperazione di Comunità.
  3. Riprendere il cammino interrotto nel 2018 di riforma dell’ordinamento penitenziario. La Riforma Orlando prevedeva in sostanza un ribaltamento della pena che la società civile sostiene ampiamente e da tempo: la pena detentiva nelle case circondariali come misura “residuale”, rispetto alle misure penali alternative, che dovrebbero costituire la principale forma di esecuzione penale personalizzata.
  4. Riprendere il cammino verso il riconoscimento dello Ius Soli e dello Ius Culturae. Urge rilanciare l’accoglienza diffusa del SAI, Sistemi di Accoglienza ed Integrazione, che oggi coinvolgono solo 1.100 sugli 8.000 Comuni italiani.
  5. Sostenere la Comunità Educante con importanti finanziamenti per i Patti Educativi territoriali, i Budget Educativi e l’integrazione scolastica degli alunni stranieri come principali strumenti di contrasto alla povertà educativa. Urgono strumenti di co-progettazione formativa ed educativa che diano valore al capitale sociale del paese. Occorre uscire quanto prima dalla logica della “formazione a progetti” che allarga lo iato tra i primi della classe e gli ultimi, investendo sulle leve comunitarie e sugli ambienti di vita.
  6. Sostenere le filiere corte, l’agricoltura biologica, sociale ed inclusiva e i sistemi agricoli che creano coesione sociale nei territori in declino demografico ed economico; finanziare il welfare rurale differenziandolo dal welfare urbano e metropolitano.
  7. Riconoscere il valore economico dei servizi ecosistemici di cui alla legge Borghi per i piccoli Comuni e le Aree interne.
  8. Investire sulle fonti rinnovabili favorendo l’abbattimento dei costi di consumo di energia, soprattutto per l’edilizia pubblica e la residenzialità popolare, andando oltre le forme di investimenti a favore delle imprese, garantendo il beneficio in bolletta direttamente al cittadino virtuoso; finanziare i piani di mobilità sostenibile urbana dei piccoli e medi comuni, anche se in dissesto, con fondi dedicati.
  9. Avviare una graduale riduzione delle spese militari e la riconversione a fini civili delle industrie che producono armamenti (specialmente se a controllo statale). Sarebbe poi necessaria l’istituzione del Ministero della Pace per la diffusione di una cultura di pace per prevenire la violenza e dare voce ai cittadini e ai gruppi che ogni giorno costruiscono la Pace attraverso un impegno costante per la promozione delle libertà fondamentali e dei diritti internazionalmente riconosciuti.
  10. Investire nell’educazione alla pace e nella difesa non violenta della Patria appostando nel PNRR il doppio degli attuali fondi dedicati al Servizio Civile Universale affinché il Servizio civile sia davvero un diritto esigibile universalmente da chi ne fa richiesta: anche quest’anno sono stati circa 70 mila i giovani che avevano fatto domanda a cui è stato detto no per mancanza di budget. In 10 anni è stata respinta la voglia di impegno di almeno 600mila giovani. L’Italia non può permettersi un simile spreco in coesione sociale.

<Ci rivolgiamo a Lei – si legge nel Manifesto di “Per un Nuovo Welfare” – perché ancora una volta la società civile sia ascoltata e non relegata alla semplice funzione di manodopera delle istanze sociali del Paese. Anche questa volta siamo pronti a fare la nostra parte e ci rimettiamo a Lei perché questo capitale sociale possa essere parte sostanziale della strategia di Ripresa e di Resilienza del Paese, a partire dalla principale attenzione alla costruzione e promozione di una Next Generation in una nazione abitata da più cittadini di età over sessantacinque che da giovani under quindici e dove ancora pervicacemente si nega il diritto di cittadinanza a chi è nato e vive in Italia>.

In precedenza, il 17 aprile 2020, la Rete “Per un Nuovo Welfare”, aveva trasmesso al Governo Conte l’Appello della Società Civile per la Ricostruzione di un Welfare a misura di tutte le persone e dei territori.

Aveva chiesto all’allora Presidente Giuseppe Conte di “riconoscere un ruolo ai presìdi locali del nostro Capitale Sociale attivando in tutti i Comuni percorsi personalizzati, familiari e territoriali, percorsi in cui il Terzo Settore venga coinvolto nella progettazione sociale territoriale attraverso piani strategici territoriali e misure personalizzate” ribadendo che “la crisi si annuncia tale che non basterà la semplice distribuzione di beni materiali affidata al Terzo Settore, occorrerà parlare di riconversione e ricostruzione delle nostre economie globali e locali[1].

Dopo il lancio dell’Appello, la Rete “Per un Nuovo Welfare” ha lavorato alla stesura di sette position paper, racchiusi nell’Istant book Per un Nuovo Welfare. Le proposte della Società civile, edito dalla rivista Vita Non Profit, presentati ai tavoli di Governo nazionali e regionali, ottenendo che:

  • il Decreto Rilancio varasse per la prima volta una normativa nazionale sui Budget di salute grazie alle audizioni della Rete nella commissione competente della Camera dei Deputati. Conseguentemente sono fossero attivati diversi tavoli regionali sulla stessa materia;
  • fosse presentata al Governo la strategia dei Patti educativi territoriali e dei Budget Educativi, che oggi sono attivi in diverse realtà italiane, come metodo innovativo per contrastare la povertà educativa in forma comunitaria e personalizzata;
  • fossero presentati i Patti per l’Imprenditoria civile, che completano i percorsi previsti nella misura del Reddito di Cittadinanza;
  • i richiedenti asilo rientrassero nei sistemi pubblici di accoglienza ed integrazione da cui erano usciti a seguito dei “Decreti Sicurezza” del 2018 e 2019;
  • il Servizio Civile Universale, che era stato ridotto ai minimi termini, fosse potenziato;
  • l’accoglienza diffusa e l’incremento residenziale nei comuni a rischio spopolamento fossero inseriti nelle leve del rilancio del paese;
  • si plaudisse al rifinanziamento e potenziamento della misura “Resto al Sud”.

QUI l’Appello

Il lancio su VITA

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I firmatari:

Reti nazionali

Angelo Righetti, Fondatore della Rete di Economia Sociale Internazionale

Angelo Moretti, Presidente Rete Economia Sociale Internazionale e Presidente Consorzio Sale della Terra

Alberta Basaglia e Maria Grazia Giannichedda, Fondazione Franco e Franca Basaglia

Andrea Morniroli, Forum Diusuguaglianze Diversità, Dedalus

Antonio Corbari, Presidente AIAB , Associazione Italiana Agricoltura Biologica

Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud e Presidente Impresa Sociale con i Bambini

Carlo Borzaga, Presidente Euricse

Don Francesco Soddu, Direttore Caritas Italiana

Don Marcello Cozzi, Presidente Fondazione Nazionale Interesse Uomo, Onlus di Potenza

Don Virginio Colmegna, Presidente Fondazione Casa della Carità

Enzo Costa, Presidente nazionale Auser

Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola

Ernesto Preziosi, Presidente Argomenti2000

Gabriella Raschi, Presidente nazionale Gruppi di Volontariato Vincenziano – AIC Italia

Giovanna Del Giudice, Presidente Conferenza Salute Mentale Franco Basaglia

Giovanni Battista Costa e Leonardo Becchetti, NEXT Nuova Economia per Tutti

Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile generale Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Gisella Trincas, Presidente UNASAM

Giulio Santagata, Rete di Economia Sociale Internazionale

Ivan Stomeo, Presidente Fondazione Futurae Onlus

Luciano Carrino, Presidente Kip School International

Luigi Scarola, Centro per l’Economia Sociale-Nomisma

Luigino Bruni ed Elena Granata, Scuola di Economia Civile

Marco Gargiulo, Consigliere Fondazione “Ebbene”

Maria Grazia Guida, Presidente Associazione Amici Casa della Carità

Matteo Truffelli, Presidente Azione Cattolica Italiana

Patrizio Gonnella, Presidente Associazione “Antigone”

Pietro Vittorio Barbieri, Vicepresidente Diversity Europe Comitato Economico Sociale Europeo

Riccardo Bonacina, Fondatore e Coordinatore editoriale di Vita NoProfit

Riccardo De Facci, Marina Galati, Caterina Pozzi, Presidenza CNCA, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza

Roberto Rossini, Presidente ACLI

Rosanna Mazzìa, Presidente Associazione Borghi Autentici di Italia

Salvatore Cacciola, Presidente BioAS, Associazione Nazionale Bioagricoltura Sociale

Sindaci della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome 

Stefano Ciafani, Presidente Legambiente Onlus

Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali

Vito D’Anza, portavoce nazionale del Forum Salute Mentale

Sybille Righetti e Silvia Jop, Edipo Re

Reti locali

Alessandro Sirolli, Presidente 180Amici L’Aquila

Angela Natoli, Coordinatore per la rete sociale e la progettazione della Società Cooperativa sociale Libera..mente, Palermo

Antonio D’Alessandro, Presidente del Consorzio Parsec

Antonio Sanfrancesco, Presidente Società Cooperativa Sociale FILEF Basilicata

Aloisa Moncada di Paternò, vice Presidente dell’Associazione Palermo Mediterranean Gateway, rigenerazione sociale”

Cesarino Zago, già Direttore del Distretto sanitario 1 di Trieste

Cristina Netto, del Gruppo di ricerca e scientifico sui Budget di Salute di Angelo Righetti

don Giacomo Panizza, fondatore “Comunità Progetto Sud” di Lamezia Terme

don Mauro Frasi, Responsabile Casa Famiglia Caritas del gruppo Reti della Carità

don Nicola De Blasio, Direttore Caritas Diocesana di Benevento

don Paolo Luigi Zuttion, Presidente Associazione di Solidarietà Internazionale Jobel Onlus

Elena De Filippo, Presidente Cooperativa Sociale Dedalus

Franco Rotelli, Psichiatra già Presidente Commissione Sanità del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia

Gaetano Giunta, Segretario generale Fondazione Comunità di Messina

Gianni Tognoni, Dipartimento di Rianimazione ed Emergenza, Università di Milano

Giorgio Marcello, Sabina Licursi, Emanuela Pascuzzi, Dipartimento di Scienze politiche e sociali, Università degli Studi della Calabria

Giovanni De Plato, Psichiatra

Giuseppe La Rocca, Direttore Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani

Leandro Limoccia, Presidente Collegamento Campano Contro le Camorre

Lidia De Sanctis, Associazione “Volontariato Giuseppe Tedeschi” Campobasso

Livia Zaccagnini, Operatrice culturale

Luciana Delle Donne, Ceo Fondeur “Made in Carcere”

Maurizio Bonati, Responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica, Istituto di Ricerche Mario Negri, Milano

Michele Petraroia, Presidente ANPI Basilicata

Paola Capoleva, Presidente del CSV Lazio

Paolo Crepet, Psichiatra

Pietro Pellegrini, Direttore Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche Ausl di Parma

Salvatore Soresi, già professore ordinario presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata Università degli Studi di Padova

Simmaco Perillo, Presidente Consorzio Nuova Cucina Organizzata (NCO)

Suor Aurelia Raimo, Responsabile dell’Ufficio di Progettazione e Sviluppo per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice della Provincia dell’Italia Meridionale (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata), Malta e Albania.

Suor Maria Rosaria Tagliaferri, Provinciale per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Salesiane di Don Bosco) Italia Meridionale (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata), Malta e Albania

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